Stefano Campagna, componente dell’esecutivo dei giornalisti Rai (l’Alternativa), in segno di protesta non parteciperà alle riunioni in agenda la prossima settimana
La carta stampata lamenta il suo biennio nero: le vendite dei quotidiani sono al livello del 1939, crollano incassi e pubblicità. Un problema di educazione e di qualità, dicono gli editori . Anche la tv soffre un calo di spettatori . La crisi riguarda soprattutto i giovani , che si rivolgono a Internet e cellulare
La Fieg e il Sindacato chiedono un incontro al Ministro Tremonti per esaminare la situazione economico-occupazionale del settore giornalistico. Il tempo non è più una variabile indipendente. L’urgenza si fa drammatica. Editoria e giornalismo sono una priorità nazionale, come lo è stata l’Alitalia e, oggi, l’industria automobilistica.
Basta con l’aggressione di una certa stampa faziosa che incita all’odio contro i giornalisti del TG1
Stefano Campagna, membro dell’esecutivo Usigrai, chiede l’immediato intervento del CDR e di tutto il sindacato dei giornalisti
di Stefano Campagna
Grave l’attacco de “il Fatto Quotidiano” ad alcuni colleghi della testata di cui faccio parte. Un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni, pubblicato il 10 agosto scorso, con l’unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti, da anni al servizio dell’azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Spiccano nomi di importanti inviati e conduttori apprezzati da tutte le direzioni che si sono succedute negli ultimi anni, sotto qualunque stagione politica.
Dopo aver concordato un contratto che ha consentito di dichiarare stati di crisi a go-go, licenziando centinaia di colleghi con la scusa del prepensionamento e bloccando del tutto il già asfittico mercato del lavoro giornalistico, ora padronato e sindacato dell'informazione vanno insieme a piangere miseria e battere cassa dal governo. L'ennesima spudoratezza congiunta di editori e fnsi, un sistema molto italiano, nel senso più deteriore del termine, di non assumersi le proprie responsabilità.
Paradossalmente, la Fnsi non tutela gli interessi di quanti lavorano nelle redazioni, ma solo quelli degli editori
Ci sono casi di testate che licenziano nonostante il bilancio migliori
di Francesca Lippi
Le questioni saltate alla ribalta circa la stampa italiana, sembrano che servano da specchietto per le allodole per far sviare l’attenzione dai danni causati dallo stesso sindacato unico che da sempre imperversa facendo il buono e il cattivo tempo. In un momento di crisi globale dell’editoria, la Fnsi non trova di meglio da fare che accordarsi con gli editori per ottenere facili guadagni sulla pelle della categoria.
“Tanto rumore per nulla” e “una tempesta in un bicchier d’acqua”. Così Renzo Santelli, Responsabile relazioni esterne dell’Fnsi, definisce il polverone alzato da Dario Dimitri Buffa, “il sionista di Hatikva”, in relazione a presunte “interviste antisemite” presso la sede del Sindacato unico dei giornalisti. Giudice del processo bulgaro, però, è Riccardo Chiaberge, conduttore de “La finestra sul cortile”su Radio24. Il giornalista, raccogliendo un post del suo “collega e amico di Facebook”, pubblica sul blog de “Il Fatto Quotidiano” la grave infamia basata su quello che è, a tutti gli effetti, un mero pregiudizio politico.
Galeotto sarebbe stato un convegno organizzato da Il Borghese, di cui il nostro socio di Lettera 22 Claudio Tedeschi è direttore. La conferenza, tenutasi il 22 luglio scorso a Roma presso la sede dell’Fnsi in via di Corso Vittorio Emanuele II 349, aveva come argomento la pubblicazione di un fascicolo che raccoglieva alcuni articoli pubblicati dal mensile stesso durante gli ultimi due anni. La tematica? Niente altro che la crisi economica e finanziaria e le modalità del Governo italiano per affrontarla: nessun relatore, durante il convegno, ha fatto menzione alcuna ad argomenti antisemiti. Evidentemente però l’afa e la noia si fanno sentire e così la notizia fa il giro della Rete: ovviamente distorcendosi nel più banale degli stereotipi.
La società che gestisce numerose sale cinematografiche romane, tradendo gli accordi, ha inviato due lettere di licenziamento, annunciandone altre decine. Una minaccia contro i lavoratori e contro il patrimonio culturale della città
Rai, l’attacco di Verna: l’Usigrai alimenta campagna d’odio contro il Tg1 e il Cdr tace
Stefano Campagna, componente dell’esecutivo dei giornalisti Rai (l’Alternativa), in segno di protesta non parteciperà alle riunioni in agenda la prossima settimana
Basta con l’aggressione di una certa stampa faziosa che incita all’odio contro i giornalisti del TG1
Stefano Campagna, membro dell’esecutivo Usigrai, chiede l’immediato intervento del CDR e di tutto il sindacato dei giornalisti
di Stefano Campagna
Grave l’attacco de “il Fatto Quotidiano” ad alcuni colleghi della testata di cui faccio parte. Un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni, pubblicato il 10 agosto scorso, con l’unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti, da anni al servizio dell’azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Spiccano nomi di importanti inviati e conduttori apprezzati da tutte le direzioni che si sono succedute negli ultimi anni, sotto qualunque stagione politica.