| LA MINISTRA PIANGE E IL PREMIER SI SANTIFICA. LA SINISTRA E’ ATTONITA E LA DESTRA GONGOLA. |
|
UNA MANOVRA CHE AZZANNA OVUNQUE TRANNE CHE SULL’IRPEF di Giacomo Carioti La ministra piange e il premier rinuncia all’indennità di ministro. Belle mossette per colpire al cuore. Ma il prof. Monti ha dimenticato di dire -poiché il nostro cuore lo chiede- perché non ha contemporaneamente rinunciato alla indennità di senatore a vita per grazia ricevuta: perché è piuttosto facile rinunciare al –tutto sommato- modesto compenso di ministro, conservando quello assai più pingue di senatore… E poi, perché lui rinuncia, e i suoi colleghi ministri e sottosegretari –che aspirano tutti, implicitamente, alla santità, per essersi ripetutamente proposti come “salvatori dell’Italia e dell’Europa”- rimangono invece attaccati (pur non essendo esattamente alla fame, nelle loro situazioni personali e nelle loro garanzie reddituali e patrimoniali) alla ministeriale prebenda? Una risposta forse c’è: perché non sono stati fatti tutti senatori a vita… Se la rinuncia di Monti voleva essere una affermazione di stile, la sua da sola non basta, deve essere collegiale, altrimenti è comunque un’offesa. Quanto alla commovente e commossa ministra, poteva sfogarsi in consiglio: così forse avrebbe indotto i suoi colleghi ad affondare il coltello dove invece si è accuratamente evitato di mirare: cioè sull’IRPEF oltre una certa soglia. Tutta questa manovraccia si sarebbe potuta evitare con il semplice ed equo ricorso all’aumento progressivo e severo delle aliquote IRPEF per i megaredditi (che comprendono, o dovrebbero comprendere, tutti i dati, compresi quelli realmente patrimoniali: e ove non li comprendano, galera), con drastica progressività oltre i 75.000 euro, lavorando solo ed esclusivamente su questo introito. Ma questi geni piagnucolosi non ci hanno pensato: così i veri ricchi continuano a stare al caldo (le loro seconde o centesime case sono intestate alle loro società, o a quelle di comodo, così come le barche e gli aerei, e le relative imposizioni verranno riversate –con adeguata maggiorazione- sui costi dei loro prodotti e servizi, cioè sui prezzi pagati dalla povera gente che sarà così sempre più povera). Insomma, questa manovra, che si ammanta di umanità, è veramente un insulto. La sinistra rimane attonita a guardare, e la destra si frega le mani, già pregustando il caos e la rivolta sociale, presupposto fondamentale per la strepitosa vittoria alle prossime elezioni.
Giacomo Carioti |
|
| Articoli - Altro | |||
| Scritto da Ribera Roberta | |||
| Lunedì 05 Dicembre 2011 19:53 | |||
|
Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.