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Un computer, un programma e ti faccio un colpo di Stato
La notizia non è originale, non è infatti la prima volta che viene oscurato un sito ministeriale, in questo caso quello della Pubblica Amministrazione di Renato Brunetta. Che qualcosa non andava per il verso giusto si era saputo fin dal pomeriggio di ieri quando, dopo poche ore, si è oscurato improvvisamente il servizio informatico ministeriale per un attacco scatenato da anonimi cracker. Proprio ieri Renato Brunetta aveva presentato alla stampa questo nuovo modello di democrazia ministeriale dove, oltre a ricevere informazioni, il cittadino può diventare un soggetto attivo grazie alla tecnologia. È proprio la tecnologia è diventato, invece, il tallone d’Achille. Una delle prime ipotesi è, infatti, che siano stati adoperati "bot" capaci di interrogare i server migliaia di volte al minuto fino a produrre il cedimento degli stessi. Fin qui in breve la notizia, ma qualcosa era però nell’aria. Sono giorni, anzi mesi, che contro Brunetta si è alzato un polverone di contestazione: la sua riforma non va bene, non è così che si risolvono i problemi dei dipendenti pubblici, i sindacati non hanno avuto un vero ruolo, c’è stato qualche successo iniziale, ma poi il flop, insomma, Brunetta come un Grande Fratello, ma sempre all’italiana. Critiche legittime ed anche doverose in una società come la nostra, solo che qualcuno, forse senza nessuno sfondo ideologico, ha pensato di divertirsi, dando una “lezione” al ministro più amato dagli italiani e colpendo proprio la sua creatura più delicata: il sito. Un tempo si facevano attentati ai giornali, alle radio, che avevano un’utenza assai limitata rispetto all’intera popolazione. Oggi oscurare il sito dell’avversario, potenzialmente con una platea immensa può essere un nuovo modo di fare azione politica attentando, così, non solo alla tanto invocata libertà di stampa, ma, all’intera collettività nazionale colpendo un sito ministeriale. Con questo potere tecnologico, in un prossimo futuro, chiunque, potrebbe tradurre questa conoscenza informatica in qualcosa di drammatico per le istituzione, altro che le televisioni berlusconiane… Forse è il caso di non sottovalutare questo tipo di azioni, oggi ancora molto circoscritte, ma che un domani possono preludere ad un nuovo tipo terrorismo informatico. Comodamente da casa, con un computer ed un programma, magari scaricato da internet, ci si può “divertire” ad ostacolare il funzionamento di un intero Stato.  Un terrorismo certamente senza morti, ma non per questo meno drammatico, almeno per una democrazia come la nostra che certamente non gode ottima salute. Attendiamo ora, con molta pazienza, manifestazioni in difesa della libertà d’informazione e della democrazia ed anche un minimo di solidarietà al ministro Brunetta.
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Scritto da Antonello Cannarozzo   
Martedì 17 Novembre 2009 14:44
 
 

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