| Nasce Eccoci - Coordinamento dei giornalisti radiotelevisivi |
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I giornalisti di Mediaset, Rai e Sky hanno deciso di incontrarsi per dar vita ad un Coordinamento dei giornalisti radiotelevisivi. L'incontro ci ha consentito di confrontarci sul futuro della nostra professione, ma anche e soprattutto sulla necessità di collaborare fattivamente nel momento in cui tutti siamo chiamati al rinnovo dei contratti integrativi.
Dalle testimonianze raccolte da questo primo appuntamento sono emerse chiaramente le vistose lacune che il Contratto nazionale ha lasciato nel nostro settore, dove vengono dimenticate le nuove figure professionali e, fatto ancor più grave, anche quelle consolidate, dai conduttori – per fare solo un esempio – ai collaboratori la cui presenza, al contrario, è palese soprattutto nelle redazioni dei programmi di approfondimento e di intrattenimento. La Federazione nazionale della stampa dovrebbe impegnarsi nella stabilizzazione dei contratti di quei colleghi che - grazie alla moltiplicazione dei canali dovuta all'avvio del digitale terrestre - oggi più che mai possono sperare in una crescita del settore. Invece sta avvenendo esattamente il contrario. I colleghi de La7 nella vertenza che li riguarda stanno sperimentando l’impreparazione e la spregiudicatezza della Fnsi. Altrove come a Mediaset si è alle prese con la ventilata nascita di un’”agenzia trasversale”, di cui non si sentiva il bisogno ma che è la logica applicazione da un Contratto di lavoro sbagliato, siglato dalla dirigenza Fnsi con gli editori dei giornali, firmato sette mesi fa e di cui non c’è ancora la versione definitiva e ufficiale. Il sindacato unico dei giornalisti ha introdotto con l’art. 4 la mobilità selvaggia, ha congelato gli scatti di anzianità, contro il cui blocco molti colleghi stanno attivando iniziative anche sul piano legale. Ma non ha previsto nuove reali forme di tutela della dignità professionale e del reddito né per chi da anni lavora nelle redazioni né per le migliaia di precari. Appare quindi sempre più evidente la mancanza di una rappresentanza reale, legata alla conoscenza dei fatti e dell'evoluzione dei sistemi informativi, dei giornalisti radiotelevisivi. Lo stesso Contratto nazionale di lavoro è rimasto ancorato alle logiche e agli interessi degli editori di carta stampata. Siamo consapevoli del ruolo fondamentale - sul piano civile, economico, sociale, culturale – dell’informazione e del lavoro che abbiamo l’onore di svolgere, conosciamo le difficoltà che attanagliano la professione giornalistica soprattutto nella carta stampata ma anche in tutti i settori. Per questo riteniamo che vadano riscritte, o meglio scritte, le regole del gioco tra i protagonisti, le aziende e i giornalisti, a garanzia innanzitutto degli utenti, per quanto riguarda il comparto radiotelevisivo. E, per tutti, che sia ormai indispensabile in un Paese democratico ed evoluto avere una rappresentanza sindacale degna di questo nome, lontana dall’idea di un sindacato usato a fini politici come da troppi anni avviene. Ribadiamo la nostra estraneità ad ogni schieramento politico e a logiche da corrente sindacale. Il Coordinamento dei giornalisti radiotelevisivi ha quindi concordato sulla necessità di definire in un documento unitario le linee guida del lavoro giornalistico nell'emittenza pubblica e privata. ECCOCI – Coordinamento Comitati dei giornalisti di Sky, Mediaset, Rai. |
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| Giovedì 17 Dicembre 2009 16:18 | |||
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