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Quando le risposte sono rivoluzionarie
Ieri sera, alle prese con un pezzo sulla libertà di stampa, rileggevo alcune dichiarazioni di vari esponenti politici sull’argomento. Non voglio aprire, per rispetto ai colleghi, un dibattito logoro e stantio su un ritorno al “Ventennio” oppure se ci troviamo nell’anticamera di qualche Gulag, ma semplicemente sottoporre una piccola riflessione a chi fa questo mestiere, sempre e, comunque, considerato schierato o manovrato nel descrivere la palude della odierna politica. Inutile elencare gli attacchi dei giornali ai politici e viceversa con l’aggiunta, per questi ultimi, di gridare sempre all’ennesimo complotto.
Così, controllando, i vari lanci d’agenzie, ho ritrovato  due dichiarazioni di qualche giorno fa; una di Casini e l’altra della Polverini. Rileggendole  ho avuto una specie di folgorazione sulla via di Damasco: avevo tra le mani delle dichiarazioni veramente rivoluzionarie ! I due esponenti politici, come è noto, erano stati attaccati  
direttamente da Feltri: il primo come non affidabile e l’altra, ad essere magnanimi, una perdente nata. Secondo una prassi consolidata, i due avrebbero dovuto iniziare la solita giaculatoria contro Il Giornale tipo: Feltri ubbidisce al suo padrone Berlusconi, ha scatenato una campagna per screditare Casini e, nel caso della
Polverini, colpendo la candidata alla presidenza della Regione Lazio, vuole colpire Fini. Questo solo per cominciare, subito dopo ecco arrivare l’ accusa al potere mediatico in mano ad uno solo, l’atteggiamento di dare avvertimenti in perfetto stile mafioso, questo non è giornalismo, ma killeraggio e poi, in caduta libera,  la democrazia come valore, la difesa della Costituzione ed infine, anche la lotta partigiana ed invece i due mi hanno spiazzato! In una conferenza stampa, rifacendosi al titolo del Il Giornale: "Casini, che banderuola", la risposta dell’interessato è stata «L'importante è che continuiamo ad avere una stampa che possa attaccare chiunque. Feltri pensa che io sia un pericolo per la democrazia, un trasformista, quello che pensa, mi vuole attaccare? Fa bene ad attaccarmi» e la Polverini, subito dopo l’attacco alla sua candidatura ha dichiarato semplicemente che «Il direttore Feltri, nell’ambito della sua totale indipendenza, può esprimere tutti i  
giudizi che vuole. Io ho la stessa libertà di rimanere come sono e di impegnarmi nelle cose in cui credo». Insomma, hanno risposto senza gridare al complotto dei giornali  e senza chiedere la testa di Feltri.
Una cosa veramente rivoluzionaria di questi tempi, speriamo solo che lasci il segno.
Quando le risposte sono rivoluzionarie
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Scritto da Antonello Cannarozzo   
Martedì 19 Gennaio 2010 09:37
 

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