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Al Senato! Al Senato! Querelle a Stampa Romana

Braccio di ferro arroventato sui permessi sindacali.

Di Giacomo Carioti

Il Segretario Butturini chiede al Presidente Morabito di convocare il Direttivo, per partecipare sindacalmente alla manifestazione contro il ddl 1611.

Il Presidente Morabito non convoca il direttivo, perché ritiene che la partecipazione alla manifestazione debba essere un atto compiuto, come tutti gli altri colleghi, a spese individuali, e non con permesso sindacale. Il Segretario Butturini scrive una lettera aperta ai membri del direttivo, comunicando il proprio dissenso sulla decisione del Presidente, ed invitando i colleghi all'autoconvocazione.I dirigenti di Stampa Romana scrivono una lettera a Morabito, in cui annunciano di autoconvocarsi per partecipare sindacalmente alla manifestazione. Il presidente Morabito risponde immediatamente, argomentando e motivando la propria decisione, improntata a motivazioni etiche.

La querelle è in pieno fermento. Vedremo quale seguito avrà, all'indomani della manifestazione di mercoledì 28. Al di là delle contestazioni e dei malumori, leggeremo quali risposte verranno date, da ambo le parti, sulle questioni etiche e di principio, e quali conseguenze avrà l'attuale rottura sul futuro del sindacato romano. Nel frattempo, per consentire a tutti i colleghi di farsi un'idea personale sulla querelle, riportiamo di seguito le tre lettere diffuse da Stampa Romana.

 

L' APPELLO DEL SEGRETARIO DELL'ASR ALLE COLLEGHE E AI COLLEGHI DEL LAZIO

Paolo Butturini, Consigliere Segretario Dell'Associazione Stampa Romana

Care colleghe e cari colleghi Domani, dalle 10 in poi, davanti al Senato si manifesta per un bene pubblico indisponibile e tutelato dalla Costituzione: la libertà di informazione. Il Disegno di Legge 1611, firmato dal Guardasigilli Angelino Alfano, non vieta soltanto di pubblicare le intercettazioni, istituisce una vera e propria censura preventiva. Impossibilitato a cassare a valle le notizie scomode, il Governo risolve il problema vietandone la diffusione tout court. Non potremo raccontare ai cittadini che si è danneggiata la loro salute per arricchire qualche primario o casa di cura, non potremo dire ai risparmiatori che è stata operato un saccheggio ai danni del loro denaro, non potremo denunciare che gli elettori sono stati truffati grazie al voto di scambio con le mafie e così via. Non è in gioco il destino di un piccolo, per quanto importante, sindacato di categoria, a rischio sono la professione e il diritto dei cittadini a essere informati. Senza libertà non ci sarà contratto che ci possa tutelare, perché sarà definitivamente uccisa la ragione stessa dellesistenza dei giornalisti.’

Di fronte a tutto questo chi, nell'Associazione Stampa Romana, aveva il titolo (e secondo me in questo caso il dovere) per convocare il direttivo e la Consulta sindacale, ha scelto di non farlo. E' una decisione della quale prendo atto, ma che non condivido e che mi addolora. E allora, care colleghe e colleghi del direttivo, cari fiduciari di testata, cari componenti dei Comitati di Redazione mi appello a voi: autoconvocatevi, scendete in piazza con la Fnsi e le Associazioni regionali a difesa della nostra professione. In qualità di rappresentante legale della Asr tutelerò tutti coloro che me lo chiederanno, per difendere ciascuno dalle prepotenze aziendali (specie nelle piccole realtà) o dalla miopia di qualche direttore e caporedattore. A questo e a nient'altro servono i permessi sindacali: a garantire il diritto di tutti i membri delle organizzazioni sindacali, specie i più deboli e isolati, di partecipare alle iniziative della loro categoria. Ma la manifestazione di domani non è cosa che riguardi soltanto i giornalisti. Per questo mi appello anche ai sindacati, ai partiti, alle associazioni, alla società civile, agli intellettuali: fate sentire la vostra voce, partecipate anche voi, la democrazia e l'informazione sono un patrimonio di tutti.


LA LETTERA DEI COLLEGHI

Caro Presidente, apprendiamo con viva sorpresa e sconcerto che non hai ritenuto opportuno convocare il Consiglio direttivo dell’Associazione stampa romana alla manifestazione di domani indetta dalla FNSI contro il Ddl 1611. In una giornata così importante non solo per la categoria, ma per la democrazia di questo Paese, per la tutela della libertà d’informazione e per aprire un confronto con i cittadini sulle limitazioni che questo disegno di legge apporterà alla libertà di essere informati, per evitare ai giornalisti di essere definitivamente imbavagliati e, quindi, vista la gravità della situazione dell’informazione e la conseguente sensibilità che dovrebbe scaturire da chi opera in questa professione non potevamo che adottare la decisione, come membri del Consiglio direttivo, di autoconvocarci ed essere presenti alla manifestazione in piazza non solo a titolo personale, ma come organismo dirigente della nostra associazione sindacale.

Cordiali Saluti

Firmato:

Rita Mattei, Massimo Rocca, Mario De Renzis, Curci Beatrice, Vittorio Di Trapani, Gino Falleri, Alessandro Guarasci, Adalberto Baldini, Giuseppe Caserta, Natalia Marra, Roberto Monteforte, Gaetano Savatteri, Arianna Voto, Stefano Cazora, Tito Cheli, Costantino Coros, Rodolfo Martinelli, Piergiorgio Proto Ghiringhelli, Anna Raccuja, Bruno Tucci, Ignazio Ingrao, Maria Luisa Busi, Laura Cannavò, Gianvittorio Fedele, Stefano Ferrante, Mauro Lozzi, Alberto Spampinato, Anna Lucia Visca, Maurizio Di Schino, Vanna Palumbo, Gianni Todini, Doriana Deiana, Giorgio Iacoboni, Ezio Cerasi, Marina Garbesi, Elena Polidori


LA RISPOSTA DI FABIO MORABITO ALLA LETTERA DEI COLLEGHI DEL DIRETTIVO

Fabio Morabito, Presidente dell'Associazione stampa romana

Cari colleghi, rispondo alla vostra “viva sorpresa e sconcerto”. Posso comprendere tanto stupore se non si è mai messo piede a piazza della Torretta. Leggo infatti tra i firmatari della lettera nomi di colleghi che in oltre due anni di mandato non si sono mai neanche affacciati al Consiglio direttivo di Stampa romana. Domani c'è un'importante manifestazione di piazza, indetta dalla Fnsi contro il Ddl Alfano, alla quale vi invito caldamente a partecipare. Il Segretario mi aveva chiesto di convocare in contemporanea il Direttivo (come mia prerogativa da Statuto) in modo che i dirigenti dell'Asr potessero avere il permesso sindacale. Io ho proposto di  convocare il Direttivo a tutti gli effetti, con una riunione da fare in sede dopo la manifestazione. Il Segretario mi ha detto di no perché impegnato con il consiglio nazionale. Ho anche chiesto di fare un appello comune: non mi è stato risposto. Eticamente non mi piace che i sindacalisti vadano a manifestare con la giornata di lavoro pagata, a differenza di tutti gli altri colleghi. Se ci riflettete, non potete che essere d'accordo con me. Oltretutto abbiamo già fatto questa esperienza di convocare un Direttivo in occasione di una manifestazione, proprio una protesta organizzata dall'Associazione stampa romana, a piazza Montecitorio, contro questo stesso Ddl. Ed è stata un'esperienza negativa perché dei dirigenti sindacali non ha partecipato quasi nessuno. Di voi che mi avete scritto non più di un paio. E allora la mia intenzione era di dare un segnale di coinvolgimento, non mi ero neanche posto il problema dei permessi sindacali. Resto convinto che chi fa sindacato lo fa per tutelare gli altri, non per tutelare sé stesso. E ora passiamo alle cose di sostanza: approvo questa manifestazione, penso come voi che domani è una tappa importante per la difesa dei diritti della categoria. Una tappa, appunto: non un giorno eccezionale per farsi vedere, e poi sparire di nuovo.

 
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Scritto da Giacomo Carioti   
Mercoledì 28 Aprile 2010 10:59
 
 

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