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L’eterna pausa estiva della redazione romana de Il Giornale

Di Francesca Lippi

Come si temeva, la cronaca di roma de Il Giornale sta purtroppo iniziando il percorso verso la sua fine. La Società Europea di Edizioni ha chiesto infatti lo stato di crisi per 24 mesi prevedendo circa  40 esuberi: di questi,  22 contratti articolo 1, dei quali 14 per  pre-pensionamento (10 a Milano, 2 a Roma e 2 a Genova), e 8 cronisti di Roma da ricollocare, ai  quali si sommano 14 contratti art. 2  (3 dei quali a Roma) e 4 art. 12 . Intanto, la cronaca di Roma (la redazione romana resta e continuerà a occuparsi soprattutto di politica) si è solo vista recapitare un periodo obbligatorio di ferie di due mesi e annunciare la sospensione delle pubblicazioni delle pagine della cronaca. La decisione avviene proprio nel momento in cui il quotidiano sta conoscendo un periodo di grande successo, a livello nazionale e romano: il Giornale, infatti,  è in incremento delle vendite e degli introiti provenienti dalla pubblicità e, grazie anche al contenimento delle spese, il debito pregresso si è ridotto di cinque milioni in meno di un anno di direzione di Vittorio Feltri. Peraltro, già fra il 2008 e il 2009 era stato dichiarato uno stato di crisi con conseguenti licenziamenti. Il Comitato di Redazione ha chiesto all'editore di tornare sui propri passi, anche in virtù del fatto che non sono stati comunicati i possibili ricollocamenti dei giornalisti romani.

L'Associazione Lettera 22 e i membri dell'Fnsi e di Stampa romana de L'Alternativa sono vicini e solidali ai colleghi del Giornale e, proprio in quanto rappresentanti dell'area politico-culturale non conformista, ribadiscono che questa testata e la sua redazione romana costituiscono un imperdibile patrimonio per una informazione che sia davvero pluralista e un autentico presidio della libertà di espressione del nostro paese.

Peraltro questa decisione appare una scelta anche politicamente inopportuna in una città e in una Regione amministrate dal centrodestra e in un momento di  particolare fibrillazione politica, culturale e sociale in cui le voci non  omologate devono deve potersi esprimere al massimo.

Anche in questa occasione, però, Lettera22 e l'Alternativa devono ricordare che la riduzione degli organici redazionali condotta soprattutto a colpi di pre-pensionamenti si sta trasformando in un vero e proprio stillicidio, del quale dobbiamo sempre ringraziare il nuovo contratto di lavoro voluto dall'Fnsi di Roberto Natale e Franco Siddi, che ha regalato  agli editori il ricorso indiscriminato a questo strumento di licenziamento.

Dal prossimo autunno i giornalisti italiani e romani avranno l'occasione di esprimere fattivamente la loro opinione su chi ha concorso a portare la nostra professione in uno stato comatoso, facendo sì che ai prossimi congressi Fnsi e Asr si decida un cambio di rotta. Ricordiamo che chi si lamenta dello stato delle cose senza impegnarsi per cambiarle diventa correo di una situazione ormai disastrosa.

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Scritto da Lippi Francesca   
Sabato 31 Luglio 2010 11:00
 
 

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