| Chi dice “destra” dice “danno” |
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Di Francesca Lippi “Tanto rumore per nulla” e “una tempesta in un bicchier d’acqua”. Così Renzo Santelli, Responsabile relazioni esterne dell’Fnsi, definisce il polverone alzato da Dario Dimitri Buffa, “il sionista di Hatikva”, in relazione a presunte “interviste antisemite” presso la sede del Sindacato unico dei giornalisti. Giudice del processo bulgaro, però, è Riccardo Chiaberge, conduttore de “La finestra sul cortile”su Radio24. Il giornalista, raccogliendo un post del suo “collega e amico di Facebook”, pubblica sul blog de “Il Fatto Quotidiano” la grave infamia basata su quello che è, a tutti gli effetti, un mero pregiudizio politico. Galeotto sarebbe stato un convegno organizzato da Il Borghese, di cui il nostro socio di Lettera 22 Claudio Tedeschi è direttore. La conferenza, tenutasi il 22 luglio scorso a Roma presso la sede dell’Fnsi in via di Corso Vittorio Emanuele II 349, aveva come argomento la pubblicazione di un fascicolo che raccoglieva alcuni articoli pubblicati dal mensile stesso durante gli ultimi due anni. La tematica? Niente altro che la crisi economica e finanziaria e le modalità del Governo italiano per affrontarla: nessun relatore, durante il convegno, ha fatto menzione alcuna ad argomenti antisemiti. Evidentemente però l’afa e la noia si fanno sentire e così la notizia fa il giro della Rete: ovviamente distorcendosi nel più banale degli stereotipi. Così, un paio di interviste realizzate all’infuori della conferenza da parte della giornalista Giovanna Canzano (si sottolinea: “militante della nuova destra, più o meno sociale”) pubblicate su Youtube, diventano la scusa per puntare il dito contro la Fnsi, rea di permettere – da titolo- “conferenze antisemite nella casa dei giornalisti”. L’economista Giorgio Vitali, ha affermato così che “la crisi internazionale finanziaria è stata ampiamente voluta dalle forze della lobby ebraica che ha in mano la finanza internazionale”. Nonostante le dichiarazioni fossero completamente scollegate dal convegno organizzato da Il Borghese, tanto è bastato per inficiare tutto e tutti. Non solo. Chiaberge infervorato da fiato alle trombe e, in un tripudio di commenti degli internauti del politically correct, rispolvera il più classico dei sillogismi: “i nazifascisti erano antisemiti, chi è di destra è antisemita”. Così, alla domanda retorica di Santelli, sul dovere o meno dell’Fnsi di “avviare delle indagini su chi ci chiede la sala e magari fare censure preventive perché i richiedenti sono di destra, di sinistra o di centro”, Chiaberge risponde con un: “non credo che il sindacato dei giornalisti americani affitterebbe la sala a quelli del Ku Klux Klan in omaggio alla libertà di espressione”. L’idea di massima è ben chiara: essendo storicamente Il Borghese “un giornale dichiaratamente di destra”, è paragonabile alla folle organizzazione statunitense che propugna la superiorità della razza bianca. E in un crescendo di aberrazioni mentali, il giornalista di Radio24, non ricorda che in passato la rivista abbia mai dato “spazio a congetture deliranti come queste sui presunti complotti demoplutogiudaici”. Parole sante: non ricorda bene Chiaberge, peccato che la linea editoriale non sia mai cambiata. Secca e chiara la replica del mensile accusato di voler “rinfocolare pregiudizi razziali forieri di tragedie e orrori”. Il Borghese, dice Claudio Tedeschi, “non accetta lezioni da nessuno, specialmente in tema di rapporti con il mondo ebraico”. Il direttore sottolinea e ricorda il suo essere “da sempre a fianco di Israele, quando tutta la destra italiana era schierata sulle posizioni dell'OLP” e i suoi “ottimi rapporti con personaggi della comunità romana e politici ebrei”. Inoltre, conclude Tedeschi, “ho pubblicato a mie spese un libro sull'esercito israeliano, scritto da Adriano Bolzoni, che ho avuto l'onore di consegnare al rappresentante israeliano di Kadima, nel corso di una sua visita a Roma”. E ancora, circa il paragone tra “il Borghese” ed il KKK americano, Tedeschi – a ragione- si stupisce anche quando venga “data la parola a giornali e gruppi politici che si richiamano ancora al comunismo. Ma questa è la democrazia, dove la libertà di parola è garantita dalla Costituzione”. |
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| Scritto da Lippi Francesca | |||
| Giovedì 05 Agosto 2010 09:14 | |||
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