| dimenticanze... |
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...E fu così che saltò il passaggio. Mentale. La mamma, la donna che lavora, la moglie, l'amante quando resta un po' di tempo, magari la figlia se i genitori hanno bisogno d'aiuto, l'amica quando i vicini o la compagna del cuore è in difficoltà. Troppi impegni, anche troppi figli, forse, perché a volte uno è poco e tre sono troppi.
Così, capita che un'insegnante modello, titolare di cattedra in un liceo di Merate, 14 mila abitanti, il comune più abitato della provincia di Lecco, una donna modello tutta casa, scuola e chiesa, vada dritta, salti un passaggio fondamentale nella sua vita. Almeno negli ultimi due anni della sua vita. La bambina dorme, è tranquilla. La baby sitter l'aspetta, come ogni giorno. Ma la macchina, con la stoica mamma-lavoratrice al volante, non fa tappe, non si ferma, perché stavolta la testa rimuove l'appuntamento. Lei scende, come ogni giorno, davanti al liceo, spegne il cellulare (quello di passaggio, dettato dal dovere di dare l'esempio ai suoi ragazzi, non salta davvero), ed entra in classe. C'è anche il tempo di aprire l'armadietto e prelevare il registro. La campanella suona, la lezione comincia... La bimba, intanto, si sveglia. Chiama, ma nessuno la sente. Piange, ma nessuno la sente. Vorrebbe bere, mangiare, fare la pipì, ma nessuno la sente. Passano ore.... Il papà rientra in casa. E' ormai l'ora di pranzo, la segreteria telefonica lampeggia. Ascolta: è la voce preoccupata della baby sitter. "Maria? Non me l'avete portata oggi? Cosa succede? Sua moglie al telefonino non risponde. " Lui capisce, è un attimo: chiama la scuola, scuote le mura di quel liceo addormentato nella routine quotidiana di provincia. Dalla sala della segreteria esce di corsa un impiegato, vola nel corridoio, spalanca la porta. Vede la faccia perplessa della docente, che non si aspetta quell'ingerenza durante la lezione. Poi, la 39enne si interroga e sul suo volto compare in una frazione di secondo la tragedia, che ha il colore grigio, quasi nero, dell'anticipazione della morte. Sono passate quasi 5 ore e lei ora si precipita giù per le scale, pensando di salvare la sua "gioia", che proprio oggi compie due anni, e c'è già la torta pronta in pasticceria da ritirare. Pensa di strapparla magari dalle mani di chissà che bruto vuol portarla via. E invece il bruto è lei, inconsapevolmente. Perchè la corsa serve a poco, come quella in ospedale, col marito, che intanto è arrivato sul posto guidando come schumacher per le vie della cittadina. La sua piccola non c'è più, ora. E' morta per un'incredibile ed invisibile, latente, dimenticanza, nascosta in una recondita parte del cervello materno. Dettata probabilmente, anzi sicuramente, dallo stress, dai ritmi, dalla resistenza alla monotonia, da chissà che diavolo sia ha davvero poca importanza. Un fatto solo emerge: lei, quella splendida quasi 40enne tutta dedita alla famiglia e al lavoro, quella donna modello a cui chissà quante studentesse del liceo si erano finora ispirate per immaginarsi nel prossimo futuro, adesso non c'è più, proprio come sua figlia. Perchè è morta dentro, è rimasta vittima di un tempo che non concede distrazioni. Neanche solo per una volta.... |
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| Articoli - Carta Stampata | |||
| Scritto da Petrecca Paolo | |||
| Sabato 31 Maggio 2008 08:59 | |||
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