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Pubblichiamo l'intervista al nostro socio Claudio Pescatore, direttore del quotidiano Linea che dal 1° ottobre passa dalle 4 alle 8 pagine. A 11 anni dalla fondazione, Pescatore prosegue il proprio personale impegno con l'informazione quotidiana. Cogliamo quindi l'occasione per fare i migliori auguri a Linea e a tutta la redazione.
Linea Quotidiano Nazionalpopolare cambia, aumenta la fogliazione. Una scelta contro corrente vista la crisi economica in atto. Al Direttore Claudio Pescatore abbiamo chiesto di spiegarci questa intrapresa. In un panorama dell’informazione omologata, riteniamo che un giornale come Linea possa essere una voce diversa. Come lo fu, mi permetta di ricordarlo, nel 1998 quando iniziammo la nostra avventura editoriale. Passiamo così dalle 4 alle 8 pagine.
Ma Direttore, sinceramente, viste le nuove iniziative editoriali e il numero di giornali quotidiani in edicola c’è bisogno di rimpolpare Linea? Sì. Ce ne bisogno, soprattutto in questo particolare momento, in cui si va verso l’appiattimento partigiano che segue all’adagiarsi del sistema politico sul bipolarismo. Con il florilegio dei mezzi di informazione pro o contro Berlusconi oppure, ma la sostanza non cambia, pro o contro una certa sinistra riformista. Altro non c’è.
Cosa dobbiamo aspettarci dal quotidiano Linea? Linea è un quotidiano Nazionalpopolare che si interessa ai fatti, agli accadimenti quotidiani ma che attinge alle radici e ai valori di quella che una volta veniva denominata destra radicale o pensiero oltre la destra: questo garantisce una certa originalità, ma arricchisce anche il panorama culturale giornalistico e politico. Ho fondato questo quotidiano, 11 anni or sono, e abbiamo sempre dato prova di credere in certe idealità. Principalmente in due modi: facendo in modo che il giornale fosse organizzato ogni giorno attraverso una sorta di gestione plurale e dando vita ad una redazione sempre più dispiegata sul territorio, una rete che concorre, insieme a pochi valorosi della redazione, a dare alla stampa ogni giorno un giornale fresco, vivace, che accoglie opinioni e sfumature diverse. Risultato che a noi sembra positivo. Perchè frutto di contaminazioni e confronto e che si è concretizzato fin qui in un foglio di discreta qualità, apprezzato dai tanti, ben al di là dell’area che intende rappresentare, e che ha ora la necessità di strutturarsi meglio, sia tecnicamente che nella presenza più capillare nelle edicole. E proprio su queste due tematiche Linea ha inteso rinnovare ancora una volta la sfida.
Quando partirete con le 8 pagine? Da oggi, primo ottobre. Tentando di lasciare inalterato il livello qualitativo, daremo vita alle otto pagine, mentre è allo studio, o meglio alle battute finali, il nuovo progetto grafico che dovrebbe rendere ancora più dinamica l’impaginazione e quindi la grafica del giornale. Il tutto, ovviamente, comporta un più ampio raccordo con i collaboratori e un’apertura a nuove firme. Si tratta di investire pesantemente sul giornale quelle poche risorse delle quali disponiamo e alla luce di un quadro negativo dell’economia globale che, in particolare, nel comparto dei giornali quotidiani non gode di buona salute. Aggiungiamo che a fronte di un più che doveroso contributo pubblico - che rappresenta un’inezia rispetto a quanto viene percepito dalle grandi testate - siamo orgogliosamente tagliati fuori da ogni tipo di investimento pubblicitario istituzionale o commerciale che dir si voglia. E non raccogliamo solidarietà o sostegni anche perchè nessun Premier si è disturbato ancora a lanciarci anatemi o editti.
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