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..e la chiamano giustizia

Giustizia è fatta. Dopo 6 anni di indagini, controlli, verifiche, esami del ris dei carabinieri, interrogatori, ben due gradi di giudizio, Anna Maria Franzoni finisce dietro le sbarre. Ha ucciso Samuele, quando aveva 3 anni.

Era suo figlio e lei lo ha ucciso. Lo dice la Legge, lo dicono gli indizi, lo sostiene la gran parte della popolazione italiana. Si è arreso perfino Bruno Vespa che, dall'alto della sua esperienza, ha confermato davanti a milioni di spettatori: l'ha ucciso ma non lo sa neanche lei.... Come?

Non ho capito bene.... Già: le crisi delle mamme, oberate da quel senso di vuoto perché non hanno più uno spazio, afflitte da quel senso di impotenza perché non danno ad un figlio quel che devono dare anche all'altro, avvilite da una vita che ti strappa la gioventù, lasciandoti magari solo quelle insopportabili rughe. Moventi, se ne potrebbero trovare a centinaia, perché, diciamocelo chiaro, una mamma qualsiasi può avere un momento di smarrimento.

Anche un papà, aggiungo, perché oggi, di fronte ai ruoli in famiglia, siamo tutti stanchi e affaticati, siamo tutti capaci di un gesto estremo. E quali prove ci sono della colpevolezza di Anna Maria? Attenzione, non indizi: prove! Quali testimoni chiave, quali armi del delitto, quali reperti chiari che possano giustificare una sentenza così dura da accettare, dopo sei anni in cui, nella vita della Franzoni, è cambiato così tanto. Ma forse è di questo che dovremmo parlare: che giustizia è mai questa, nel nostro Paese?

Una giustizia che ti arresta, ti sputtana sui giornali, ti libera e poi ti processa. E non ha importanza se sei colpevole o no, perché ormai sei costretta a stare nel tuo cantuccio, fino a quando, magari, in piena notte, due carabinieri bussano alla porta per portarti in cella. Dove resterai per 16 anni, o forse meno, se farai la brava. E gli altri figli?

Quello che c'era già e quello che è nato dopo la tragedia di Cogne, dopo la morte di Samuele? Non era forse più logico, al di là delle colpe, trovare una pena alternativa, un modo più efficace per condannare Anna Maria, una donna che è già stata condannata tante volte, dai tribunali e dalla vita, e dalla gente e da giornali e tv? Non sarebbe più logico riformare una giustizia che non arriva mai alla fine, se non dopo decenni, quando magari sei morto?

Non è un caso che nello stesso giorno in cui viene arrestata la Franzoni, viene assolto il farmacista del processo sul mostro di Firenze. Ma di che anni stiamo parlando? Io non ricordo più... Nella mia mente, le immagini di Pacciani si confondono con quelle della Franzoni, e l'unica cosa che riesco a vedere è una giustizia che non funziona, che arriva tardi, che tradisce le attese e spezza le speranze, che non affranca dal reato e non recupera il criminale. Ma, tant'è: giustizia è fatta.

E la Franzoni, colpevole o meno ha poca importanza, se ne starà chiusa in una cella del carcere di Bologna a lungo. Senza vedere i suoi figli, quelli che in questi sei anni, perchè no, avrebbe potuto tranquillamente trucidare (si chiama reiterazione del reato), e che diventeranno grandi con una madre in galera e mille dubbi su chi fosse quella donna che li ha tanto amati.

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Articoli - Tv
Scritto da Petrecca Paolo   
Venerdì 23 Maggio 2008 21:31
 
 

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