Home Articoli Tv Mentana e i canali privilegiati della giustizia
Mentana e i canali privilegiati della giustizia
Enrico Mentana viene reintegrato a Mediaset dal giudice e tutti esultano. In prima linea naturalmente il sindacato. Non entro nel merito ma non posso fare a meno di notare l'assordante silenzio su un aspetto che invece mi sembra macroscopico: quando un vip del giornalismo televisivo ricorre alla magistratura per una causa di lavoro ottiene soddisfazione - come in questo caso - nel giro di tre mesi, mentre un precario qualsiasi per vedere riconosciute le proprie ragioni impiega due, tre o talvolta perfino quattro anni. 
Posso immaginare che lo studio legale, trovandosi per le mani il dossier di un nome noto, abbia interesse a velocizzare al massimo la pratica. Ci può stare, e comunque sono scelte "strategiche" di un soggetto privato. Non è invece accettabile il "doppiopesismo" del tribunale che normalmente fissa la prima udienza ad almeno un anno di distanza e stavolta in soli tre mesi è arrivato addirittura a sentenza. Eppure, secondo voi, chi è più in grado di attendere con serenità il pronunciamento del giudice? Un direttore, titolare di un ricco contratto, o un precario che in attesa della sentenza rischia di non sapere come mantenere la famiglia? Mi piacerebbe che qualcuno sottolineasse pubblicamente l'assurdità di questa (in)giustizia a due velocità.
Mentana e i canali privilegiati della giustizia
PDF
Scritto da Paolo Salerno   
 
 

Sindacato

Partners

banner_secoloitalia

banner rinascita

banner salone della giustizia

banner learn to be free

banner l'uomo libero

Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.