| Perchè sciopero, sempre che non cambi idea.... |
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Di Paolo Petrecca E' difficile per uno che non crede nello sciopero spiegare perchè ha deciso di aderire. E' assai più complicato per chi, da sempre, è aziendalista al punto da spegnere perfino la luce dietro le spalle uscendo dalla porta, in segno di rispetto verso chi ti dà lavoro. Certo, il 4 giugno soffrirò un po', perchè non ho mai creduto all'astensione dal lavoro per ottenere un risultato; non ho mai pensato di poter risolvere i problemi "non facendo". Io, da ragazzo, non è un mistero per nessuno credo, non ho mai partecipato ad una manifestazione. Perchè ho sempre ragionato con la mia testa e non ho mai creduto nei valori conquistati collettivamente. Era proprio l'idea di "collettivo" che mi infastidiva. Eppure, mi piace lavorare in squadra, oggi. Anzi, forse è la cosa che mi dà più soddisfazione, in redazione. Lo sciopero tanto per farlo, tanto per criticare un'Azienda che pure qualche problema nello spegnere e riaccendere il segnale, il 18 maggio scorso, l'ha avuto, insomma, non lo faccio. E l'ho detto chiaramente ai miei colleghi di Rainews, in Assemblea. Non mi allineo facilmente, anche perchè, anche questo è noto, non faccio parte della "corazzata rainews" sindacalizzata. Se andrò a v.le Mazzini, sotto la sede della Rai, il 4 giugno, per dare solidarietà alla protesta è perchè credo che un canale ALL NEWS non è solo studio ed ospiti; non è solo stare fermi ad aspettare le notizie; non è solo diretta, però quando te lo concedono le possibilità. Rainews deve poter competere con Sky usando mezzi quanto meno pari e professionisti messi in condizione di lavorare al meglio. Noi, oggi, abbiamo auricolari come quelli che usavo venti anni fa in una tv privata romana; uno studio senza operatori di ripresa; postazioni da condividere tra noi, senza la possibilità nemmeno di lasciare qualcosa in un cassetto (che so, un effetto personale tipo spazzolino da denti); E, come se non bastasse, siamo subissati da richieste di amici, parenti, telespettatori (che saranno anche pochi ma ci vogliono bene e dunque andrebbero corteggiati, non allontanati) che hanno perso il canale. "Non ti trovo più", mi ha detto qualche giorno fa un cittadino della mia zona. E perfino dall'estero non ci vedono più in parecchi. Non credo nella malafede, non credo nella persecuzione politica verso Rainews, sia chiaro! Credo in un errore tecnico, probabilmente in una sottovalutazione degli effetti possibili. Credo anche che ci vorrebbe più chiarezza però e più sincerità. Un po' da parte di tutti. Bisognerebbe recuperare un valore etico, nei comportamenti, sia da chi sindacalizza tutto e tutti, che da chi gestisce a volte un po' superficialmente situazioni molto delicate. Sono anche dell'idea che, sciopero o no, la situazione tornerà presto alla normalità. Ma sento anche che occorre dare un segnale forte e di grande unità, se volete anche trasversale (come piace dire a molti in questo tempo), senza avere paura di cambiare. Fose anche solo per una volta. "solo i fessi non cambiano mai idea", giusto?
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| Scritto da Petrecca Paolo | |||
| Giovedì 27 Maggio 2010 23:08 | |||
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