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Lettera22 ha assistito alla 'Giornata europea per la dignità del giornalismo e delle funzioni di garanzia democratica' che l'FNSI ha tenuto con il titolo 'L'informazione è libertà'.
Davvero nulla da riferire. A margine, la battuta di Franco Siddi secondo cui bisogna riprendere le questioni poste dalla manifestazione del 3 ottobre, che a suo avviso è stata un grande successo. Siamo paradossalmente d'accordo: sul fatto che vada ripreso l'argomento, non sul successo, nel senso che con quella data si è in modo definitivo passato il Rubicone che prima, almeno formalmente, distingueva sindacato dei giornalisti e politica dei partiti. Solo, non si capisce come il segretario FNSI concili questa sua deriva di sovrapposizione tra tutela della categoria e fiancheggiamento dell'opposizione anti-governativa con la richiesta di affrancarsi dalla 'strumentalizzazione permanente' e dalla 'ingerenza' del 'potere' per salvaguardare la libertà di informazione. Unica concessione che è stata resa all'oggettività, l'ammissione che il problema della libertà di stampa non si pone solo in Italia: magari, come esempio, avremmo fatto non quello di Sarkozy, ma quello di Obama, il cui fastidio per le testate e gli editori a lui ostili è pari a quello del leader francese e conferma che nel tentativo o almeno nella fantasia di spegnere le voci contrarie gli uomini di potere sono tutti uguali, indipendentemente dal colore politico. Ultima nota, probabilmente noi e Siddi leggiamo giornali e vediamo tg diversi, visto che secondo lui nel caso Berlusconi-Villa Certosa tutti avrebbero gridato allo 'scandalo' per l'invasione della privacy del premier, mentre per Marrazzo nessuno avrebbe detto nulla. La nostra impressione è semmai opposta, ci sembra che nel caso dell'ex governatore laziale il centrodestra abbia tendenzialmente mostrato un rispetto privato che verso il Cavaliere, da sinistra, quasi nessuno ha usato.
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