|
Il garante delle telecomunicazioni si intrufola nei comportamenti dei giornalisti Rai, e l'Ordine si risente. Ma se questo è avvenuto, è perchè la deontologia, a causa di storiche omissioni, è ormai solo una parola priva di senso, o, peggio ancora, a senso unico.
Sul sito dell'Ordine nazionale dei Giornalisti è uscita la nota di reazione alla iniziativa del garante delle telecomunicazioni che "nel contratto di servizio della Rai, ha inserito norme che rappresentano un vero e proprio codice di comportamento." L'Ordine respinge questa iniziativa, rivendicando a sè stesso il ruolo di controllore della deontologia. Giusto, in linea di principio. Ma allo stato dei fatti? Il garante delle telecomunicazioni forse si è accorto di quello che invece l'Ordine trascura: e cioè che il giornalismo radiotelevisivo dei grandi network nazionali appartiene ormai ad un altro genere di mestiere. Per quanto riguarda le rubriche e i talk show siamo più nel campo dello spettacolo che in quello della comunicazione. Ma, più ancora, i tg sono ormai, in massima parte, al di là dell'informazione corrente, strutture pubblicitarie di lancio della programmazione interna delle emittenti, cui dedicano la loro maggiore enfasi di coinvolgimento e di commento, per non parlare dei servizi quanto meno "amichevoli" che affollano in buona percentuale la scaletta. Non risulta che, nè l'Ordine, nè la Federazione e le strutture regionali del sindacato unico, abbiano mai così calcato la mano sugli indebiti "traini" che oramai fanno parte obbligata di ogni tg Rai o Mediaset. Chi scrive ha sperimentato di persona, dall'interno di organismi che dovrebbero essere delegati alla valutazione e prevenzione di comportamenti censurabili, quanto sia difficile, diciamo pure impossibile, non solo sanzionare, ma anche solo richiamare, questa squallida pratica che mortifica i giornalisti anche agli occhi dei telespettatori. Mentre spesso si è intervenuti dall'alto di cattedre deontologiche, su innocenti "favori" d'immagine nelle tv e radio private, compiuti da un conduttore magari complimentandosi per il buon lavoro del proprio carrozziere... Con queste premesse, che sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti, l'iniziativa del garante non solo appare legittima, ma, paradossalmente, va proprio incontro alla generalità degli interessi dei giornalisti e della loro reale deontologia
|