| L'Alternativa - cambiare il sindacato, rinnovare il giornalismo |
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Contratto: la Fnsi ci ha pagato un caffè. L’Alternativa ha sempre contestato – e continua a farlo - i punti principali del contratto siglato con la Fieg dall’attuale dirigenza sindacale, con la responsabilità di tutte le componenti sindacali che hanno sostenuto, o puntellato, l’attuale maggioranza. Un contratto mai veramente cercato per oltre quattro anni e siglato solo nel momento più sfavorevole per la categoria, dopo averci costretto a quindici, inutili, giornate di sciopero. Un contratto decisamente peggiorativo sotto molti aspetti, due su tutti: gli scatti di anzianità sui quali si è finito per cedere pressocché in toto alle volontà degli editori e l’aumento dei minimi, fissato in 265 euro (+15% sul parametro del redattore ordinario con più di 30 mesi) e spalmato su due anni, è ben poca cosa, al netto dell’inflazione del periodo di vacanza contrattuale 2006-2009, durante il quale il costo della vita è salito complessivamente dell’8% (Istat). Si tratta in pratica di 122 euro lordi: 10 euro al mese in più sulla busta paga: la Fnsi ci ha pagato un caffè! Presa in giro finale: il contratto è stato sottoposto a un referendum-farsa, meramente consultivo, in spregio alla mozione proposta da L’Alternativa a Castellaneta (e approvata con 260 voti favorevoli) che sollecitava a sottoporre al vaglio dei colleghi ‘l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto’. Alla faccia della democrazia! Prepensionamenti e cassaintegrazione: sempre colpa del lupo cattivo? Le norme del nuovo contratto rendono i prepensionamenti più facili per le aziende, che possono avere agevolmente accesso allo stato di crisi (l.416/81). Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è che gli editori si sono buttati alla grande su queste nuove norme e ora il sindacato si trova a gestire oltre 500 prepensionamenti e cassa integrazioni pagati da una parte dallo Stato, dall’altra dall’Inpgi e, soprattutto, dai colleghi e dalle loro famiglie. Nonostante ciò i vertici della Fnsi scaricano sempre la responsabilità su qualcun altro: “E’ il governo che taglia i fondi all’editoria”, hanno detto. Ma a trattare con la Fieg, c’era forse il governo o c’erano Siddi e Natale? Sindacato unico: NO a una Fnsi che fa politica, di parte e di partito La gestione Siddi e Natale è stata caratterizzata anche dall’inasprirsi della faziosità politica’ del sindacato unico dei giornalisti, che già negli anni precedenti aveva raggiunto livelli intollerabili. Abbiamo visto l’Fnsi e l’Usigrai scendere in piazza – accanto alla Cgil, al Pd, all’Italia dei Valori, alla sinistra antagonista e al fantomatico “popolo viola” - nascondendosi strumentalmente dietro l’abusata bandiera di una presunta difesa della libertà di stampa. Li abbiamo visti invocare la democrazia quando è stato sanzionato Michele Santoro, ma non quando Oliviero Beha è stato defenestrato da Bianca Berlinguer; li abbiamo visti sparare contro il Tg1, ma dov’erano quando il Tg3 - pure in netto calo di ascolti - ha candidamente nascosto la notizia che il presidente del Monte Paschi di Siena era indagato per truffa? Abbiamo visto e sentito le proteste contro la presunta ‘macchina del fango’ del Giornale, ma non contro quella di Repubblica. Sono solo esempi, la lista sarebbe lunga… ma il senso è questo: non vogliamo un sindacato politicizzato e a dir poco ‘strabico’! A casa i sindacalisti di professione! Per tutti questi motivi, L’Alternativa auspica che i colleghi stacchino la spina alla dirigenza uscente e la mandino a casa! In modo che dal prossimo congresso escano nuovi vertici: più attenti ai problemi concreti del nostro lavoro, meno ideologici, più pragmatici, più orientati al futuro e che, magari, non siano dei “professionisti del sindacato” che da svariati lustri non mettono piede in una redazione. Ma che, al contrario, abbiano vissuto sulla propria pelle i problemi concreti della professione con cui ci confrontiamo ogni giorno, in uno dei momenti più difficili per la categoria, schiacciata tra antiche e nuove forme di pressione, alle prese con una grave crisi occupazionale, disarmata di fronte a un futuro minaccioso, che proprio per questo richiede ai giornalisti di mettersi in gioco e cavalcare le nuove sfide della professione. PERCHÉ CAMBIARE…CON ‘L’ALTERNATIVA’
1) Contratto obbligatorio, minimo garantito. |
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| Scritto da Lippi Francesca | |||
| Lunedì 22 Novembre 2010 11:28 | |||
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