Home Articoli Sistema delle comunicazioni Congresso FNSI. L’Alternativa chiamata a parlare di notte: l’intervento di Ghelfi
Congresso FNSI. L’Alternativa chiamata a parlare di notte: l’intervento di Ghelfi

Non si può dire altro se non che si sia trattato di una originale dimostrazione di pluralismo quella dimostrata nei confronti di alcuni colleghi durante il 26° Congresso della FNSI a Bergamo. La componente sindacale L’Alternativa infatti è stata chiamata a parlare in piena notte, per la precisione quella fra giovedì 13 e venerdì 14 gennaio alle ore 3;00. Ad alcuni colleghi fra cui Marco Ferrazzoli, Pierangelo Maurizio e Luciano Ghelfi è stata riservata una assurda seduta notturna che per ovvi motivi di orario è andata semideserta: di seguito pubblichiamo proprio l’intervento di quest’ultimo che si è premurato di consegnare lo scritto anche alla Presidenza del Congresso.

L'intervento di Luciano Ghelfi della fra il 13 e il 14 gennaio:
 
"Care colleghe, cari colleghi. Confesso che mi aspettavo un congresso molto diverso. Questo è un congresso brutto, gestito in maniera formalmente democratica, ma sostanzialmente bulgara, a cominciare dalla sessione notturna di ieri, mortificante per chi è stato costretto a parlare a ore assurde, dopo una sarabanda inutile di saluti, di ospiti e di  invitati vari del tutto pleonastica e ridondante. In più vi si è confermata una inaccettabile subalternità alla CGIL, che de resto si era vista plasticamente nella piazza del 3 ottobre 2009, una piazza di giornalisti, con il servizio d’ordine della CGIL in campo. Una macchia su questa gestione, quella piazza, non certo un fiore all’occhiello, una macchia perché si è accettato di lasciare strumentalizzare il sindacato dei giornalisti italiani alle ragioni della politica, di una sola parte politica.

Mi ero poi illuso di venir qui e di sentire non dico  un’autocritica, ma almeno una riflessione sugli errori compiuti con l’ultimo contratto nazionale e l’inizio di un percorso di recupero della consapevolezza dei rischi che stiamo correndo.

Invece, niente. Forse perché non c’è la piena consapevolezza che le nostre tutele e le nostre garanzie sono state minate alla base, perchè il contratto ha limitato le prospettive  soprattutto per chi comincia oggi.

Chi è già pienamente inserito nel sistema non è stato toccato troppo, anche se ci siamo fumati gli scatti di anzianità, abbiamo accettato regole pesanti sui trasferimenti senza alcuna contropartita, e altre bazzecole simili. Ma per un giovane, che comincia oggi la trafila per diventare giornalista il futuro è nero, molto più nero rispetto a chi è già nel sistema.

Prima lo aspetta un precariato infinito, lo abbiamo sentito in decine di interventi che fanno accapponare la pelle. Poi, quando per una fortunata congiunzione astrale, sarà arrivato, magari a quarant’anni o più, un contratto a tempo indeterminato la prospettiva di aver perso una fetta rilevante degli scatti di anzianità e delle progressione economica, con la cancellazione del meccanismo del ricalcolo completo degli scatti precedenti.

Ne esce una categoria che sarà in primo luogo sempre più spaccata fra garantiti e non garantiti, fra chi sta dentro le tutele e chi sta fuori.

In secondo luogo – per i non garantiti si apre lo spettro di una progressiva proletarizzazione. E il giornalista proletario del 2020 sarà sempre più ostaggio degli editori, che potranno costringerlo – che potranno costringerci – a fare di tutto.  E’ in gioco un fetta non trascurabile di democrazia in questo paese.

Io alla segreteria chiederei uno scatto d’orgoglio, ammesso che ne sia capace, mettendo da parte i paraocchi del settarismo politico, anche per non farsi trovare impreparata quando si arriverà al prossimo rinnovo contrattuale.

L’ho detto in tante sedi e voglio ripeterlo qui: non solo questo contratto è un brutto contratto, ma è anche un contratto vecchio. Vecchio come struttura e vecchio come previsioni. Vecchio nell’affrontare la sfida delle tecnologie più moderne e vecchio nell’escludere dal tavolo delle trattative il grande comparto delle televisioni nazionali. Come diceva Bartali, è tutto sbagliato, è tutto da rifare.

Io vorrei che oggi, qui a Bergamo, venisse preso solennemente un impegno a far sì che al prossimo tavolo contrattuale possano sedere anche i rappresentanti di RAI, SKY, Mediaset e La 7, oggi esclusi perché non ammessi nella Federazione degli Editori. Cercherò di presentare una mozione su questo.

Come si può considerare nazionale un contratto al cui tavolo non siedono questi quattro editori, che da soli danno lavoro a oltre duemila giornalisti? Oggi il contratto è pensato per carta stampata e agenzie, se vuol essere nazionale deve affrontare anche il tema dell’emittenza nazionale. Come si fa a chiedere a chi lavora nelle emittenti nazionali di scioperare per una vertenza che li riguarda solo in parte e nella quale solo in parte hanno voce in capitolo loro e i loro datori di lavoro?

In caso contrario, cari colleghi, parlare di contratto nazionale non ha più senso, e sarà inevitabile che cresca la domanda di un contratto separato per il comparto dell’emittenza nazionale. Ma non credo che convenga a chi è nella carta stampata, perché gli editori FIEG – ne sono certo – in questo scenario sarebbero ancora più feroci.

E allora, apriamo la vertenza sulla struttura del contratto, perché tutti per davvero ci si possano riconoscere. Allo stesso modo mi sento di fare un appello perché non siano calpestate le ragioni della secolare unità sindacale dei giornalisti italiani. Facciamo sindacato, e potremo trovare le ragioni per agire insieme. In caso contrario, se ci ostineremo a fare politica, sfilacceremo sempre di più la corda dell’unità, già molto consumata.

Perché l’unità sindacale è un valore importante, ma non certo a tutti i costi".

Congresso FNSI. L’Alternativa chiamata a parlare di notte: l’intervento di Ghelfi
PDF
Articoli - Sistema delle comunicazioni
Scritto da Lippi Francesca   
Sabato 15 Gennaio 2011 12:32
 
 

Sindacato

Partners

banner_secoloitalia

banner rinascita

banner salone della giustizia

banner learn to be free

banner l'uomo libero

Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.