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Facebook, ovvero della scomparsa della privacy

Lo chiamano “social networking”, in nemmeno quattro anni può vantare oltre 70 milioni di utenti e cresce di centomila nuovi ingressi a settimana. È Facebook, icona globale della nuova generazione internettiana. Ma, al di là di chi lo abbia realmente concepito (è in corso una causa multimilionaria per stabilirlo), il fatto davvero innovativo è che Facebook, insieme ai suoi parenti più o meno stretti (MySpace e Youtube in primis) sta rivoluzionando il concetto di “riservatezza”.

Partendo da un nobile presupposto (quello di facilitare la comunicazione interpersonale) il sito dà enormi possibilità. Per esempio consente di rintracciare agevolmente persone di cui abbiamo perso le tracce da anni, di conoscere i loro gusti musicali, le città che hanno visitato.

Di sapere con chi sono in contatto e, volendo, anche per quale motivo (studio/lavoro/relazioni sentimentali). E qui le cose si complicano. Perché Facebook rischia di diventare una sorta di “Grande Fratello” (orwelliano, ovviamente) tramite cui tutti potranno curiosare nella vita altrui.

L’anteprima l’abbiamo vista con il delitto di Perugia. Le foto di Meredith alla festa di Halloween (poche ore prima del delitto), infatti, sono state trovate dai giornalisti proprio su Facebook.

Lo stesso per Rudy Hermann Guede. Quelle di Amanda, invece, su MySpace. Così come, tempo dopo, il video di Friedrich Vernarelli alla guida. Uno strumento utilissimo per chi fa informazione, dunque. Ma a quale prezzo?

Se è vero che la registrazione al sito è una libera scelta, così come la decisione di pubblicare foto proprie o informazioni private, è anche vera che la sicurezza dei dati sensibili non è affatto garantita. Anche bloccando l’accesso alla propria pagina ai soli “amici” riconosciuti, un estraneo può scoprire molto appoggiandosi proprio alle homepage degli altri utenti.

Ma quel che più colpisce è il salto di mentalità. Oggi molto più di prima si tende a lasciare tracce del proprio passaggio in internet con estrema facilità. Che sia Facebook, MySpace o Youtube, gli internauti, specie i più giovani, sembrano non curarsi, o curarsene estremamente poco, della propria “privacy”.

Un concetto che, alla luce delle nuove tecnologie, probabilmente andrà completamente rivisto in futuro.

Facebook, ovvero della scomparsa della privacy
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Scritto da Daniele Petraroli   
Sabato 19 Aprile 2008 16:31
 
 

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