| Una Legge contro stalking e omofobia |
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Da questa settimana appare in libreria un libro tragico e intenso “Amorosi assassini” di tredici tra giornaliste e scrittrici di valore. Racconta calvari, dolori, annichilimenti di donne vittime di molestie costanti, violenze e stupro. Quella che qualche tempo fa avevo chiamato la “strage delle innocenti” e cioè quel dramma frutto di nuovi e vecchi fondamentalismi, di un maschilismo che perdura anche nei suoi aspetti più crudeli e prevaricatori. L’offesa ai diritti umani delle donne nel mondo e nel nostro Paese è la più vergognosa delle rimozioni che interroga istituzioni, élite, coscienze e politica. E chiama in causa certo le donne e la loro capacità di fare rete, movimento e costruire azioni, legislative ma non solo. Su questo il confronto non dovrebbe mai venire meno. Una delle ragioni per cui nella mia breve esperienza di Ministra volli l’aggiunta della parola diritti a pari opportunità era quella appunto. Una scelta di sostanza e di principio: nulla come l’investimento nei diritti umani, civili, sociali delle donne identifica una politica capace di allargare dignità e libertà per tutti. Fin dalla prima finanziaria mi sono battuta perché trovasse spazio il riferimento a un piano di azione mirato contro molestie e violenza. Un programma che intervenisse su più piani. Quello essenziale della prevenzione perché è la cultura del rispetto della donna e di ogni essere umano alla base di misure che alla fine possano vincere. L’informazione e la formazione ai diritti di ognuno – a partire dalla sacralità del proprio corpo - l’ educazione nelle scuole, la correttezza della proiezione dell’immagine femminile nella pubblicità e sui media, il sostegno ai numeri verdi, tradotti nelle lingue e altro ancora. Quello dell’aiuto a chi si sente minacciata e alla vittima. Ai suoi figli se ci sono. In questo ambito decisivo è l’appoggio a centri delle donne, case, associazioni e cooperazione tra istituzioni, medici, operatori, mondo della giustizia. E il campo degli adeguamenti e della certezza della pena. Il caso più clamoroso sono le molestie persistenti, il cosiddetto stalking, non registrati come atti degni di codice penale. Quel programma era dunque ampio e in quel quadro si decideva di istituire il primo osservatorio nazionale che monitorasse dati e cifre e un forum consultivo che mettesse insieme esperienze di associazioni, istituzioni e governi per sperimentare progetti avanzati di intervento. La Finanziaria 2008 conteneva lo stanziamento di 20 milioni di euro mirati al programma ed è gravissimo che sia stata cancellata quella cifra dall’attuale governo per reperire la copertura dell’Ici. Nell’ambito del piano d’azione ho ritenuto doveroso portare in consiglio dei Ministri una proposta di legge che prevedesse l’adeguamento delle norme e l’appoggio alla prevenzione. Proposta che passò quasi immediatamente al vaglio della Commissione giustizia della Camera. Il testo allargava il suo intervento per i reati contro l’omofobia, i portatori di disabilità e altre persone offese. Dopo una lunga discussione in Commissione e con un voto in aula avvenuto con una maggioranza più larga di quella del governo Prodi, il Parlamento decise di “stralciare” dalla proposta più complessiva, una parte ritenuta più urgente, quella contro le molestie costanti e contro l’omofobia. La Commissione giustizia con la Presidenza dell’on. Pisicchio vi lavorò fino a produrre una testo di legge sostenuto da maggioranza e da forze e singole personalità dell’opposizione. Lo scioglimento delle Camere impedì all’aula di esprimersi. Come primo atto da parlamentare ho deposita un nuovo testo contro molestie, violenza contro le donne, i portatori di disabilità e contro l’omofobia. Inoltre ho ripresentato il testo più limitato e cioè la proposta di legge su stalking e omofobia così come era stata votata in Commissione. Ora la Presidente Bongiorno ha riaperto il confronto con una sua relazione sulle molestie e con una relazione dell’on. Lussana sulla violenza alle donne. Sarebbe un segno di civiltà dare in tempi brevissimi una risposta anche legislativa. E sarebbe un segno di maturità non frammentare gli interventi e considerare che i diritti umani sono di tutti, delle donne prima di ogni cosa ma non meno di disabili, omosessuali e di chi soffre di persecuzioni e oppressioni. *Deputato del Partito Democratico, già Ministra per le Pari opportunità nel Govenro Prodi |
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| Articoli - Donna | |||
| Scritto da Barbara Pollastrini* | |||
| Martedì 17 Giugno 2008 12:05 | |||
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