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Su la testa: care donne, impariamo a difenderci Se si è consapevoli delle proprie capacità, si trova la forza per reagire e combattere le violenze, tutte. Cresce sempre più il numero delle donne che non si sentono tutelate dalla legge.
Che credono che non sia una denuncia a risolvere il problema. Donne che si sentono sole e che irrimediabilmente risultano essere fragili e indifese. Ma arriva un'iniziativa importante per tutte. Voi penserete sicuramente ad una legge e invece no, è qualcosa che non si muove dai vertici, da chi dovrebbe e potrebbe e invece non fa. Si muove dal basso, dove certi problemi arrivano prima o meglio, arrivano. Punto. Impegnato da anni nel settore dell'autodifesa delle donne è il maestro Edoardo Finocchi, ideatore del progetto e metodo “consapevolezza e reazione donna”, che con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma e della Provincia, organizza seminari decisamente innovativi. L'obiettivo è quello di sensibilizzare ed informare le donne, tutte, sul tema della violenza contro di esse e sulla possibilità di partecipare gratuitamente alle lezioni. Si tratta di un corso in cui viene insegnato ad affrontare e gestire, psicologicamente e fisicamente, una situazione di pericolo in ambiente domestico e al di fuori di esso. Non è un corso di Arti marziali, né di preparazione atletica, non necessita di una particolare prestanza fisica ed è adatto a tutte le donne, di tutte le età. “Difendersi è un diritto di ogni donna”, ci dice il maestro Finocchi: “Le tecniche che verranno praticate sono concepite per poter essere apprese subito, affinché la donna non si senta più una vittima passiva, ma un soggetto che può rovesciare una possibile situazione di pericolo”. E il maestro Edoardo Finocchi, che dall'età di otto anni è impegnato nelle più svariate discipline atletiche, ci tiene a sottolineare che per vincere determinate paure non è necessario avere il fisico scolpito.Ciò che più conta è essere consapevoli delle proprie capacità. Le lezioni, che prevedono anche la presenza di uno psicologo e di un avvocato, comprendono insegnamento teorico e pratico. C'è un primo corso di base – 15 ore di lezione – superato il quale si può accedere a quello avanzato. Si parte dal saper individuare i luoghi che possono diventare altrettante trappole e dall'analisi dei vari tipi di aggressori. La parte pratica – quella “fisica” - è un cocktail decisamente variegato: tecniche di autodifesa, rudimenti di arti marziali, prese e proiezioni (vale a dire come afferrare il malintenzionato e farlo volare...), la difesa in piedi e a terra. E altri particolari che non possiamo svelare: provare per credere. Ma, è bene sottolinearlo, fondamentale è il dato psicologico. “E' molto importante il linguaggio del corpo, la gestualità. E a volte può essere sufficiente il tono di voce giusto, fermo e deciso, per scoraggiare un possibile aggressore” fa notare Edoardo Finocchi. A fine corso ogni allieva sarà in grado di affrontare un possibile aggressore, senza essere la Rambo della situazione. E contro il nemico più subdolo – l'impunità – c'è infine l'assistenza legale, per ridare fiducia a quelle di noi che, ormai spiazzate da un ampio panorama di violenze, non credono più nella legge.
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