| Stalking: niente più scuse per avere una legge |
|
E' iniziato in aula alla Camera il dibattito sul disegno di legge contro lo stalking. Nel provvedimento, presentato dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, durante l’esame in Commissione giustizia sono stati accolti alcuni emendamenti proposti dal centrosinistra. Il Ddl per la prima volta incontra il favore di maggioranza e opposizione. Questa è la volta buona. Finalmente si è capito che i persecutori hanno fatto già troppi danni, con la freddezza e la certezza di non essere fermati a causa del vuoto normativo. I rappresentanti dei due schieramenti in Parlamento questa volta sembrano essere uniti per una giusta causa. Fermare lo stalker: il persecutore. E lasciare che la vittima viva liberamente la propria vita. Ma andiamo al contenuto del testo.Da sei mesi a quattro anni di reclusione per chi, uomo o donna che sia, molesta o minaccia con atti reiterati tali da provocare un grave e perdurante stato di ansia e paura, oppure determinare un fondato timore per l'incolumità propria o del prossimo congiunto o costringere il perseguitato ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita.Le uniche perplessità emerse pare siano sulla reclusione da 6 mesi a 4 anni, che potrebbe creare uno squilibrio rispetto alle pene previste per reati più gravi. E' ipotizzabile quindi che in aula la pena possa essere ridotta.Resta comunque valido, così come prevede il testo licenziato dalla commissione giustizia, che la pena aumenti se il fatto è commesso dal coniuge anche se separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. E ancora, spiega il testo della commissione, il delitto di stalking è punito sempre a querela di parte, ma si può procedere d'ufficio se il reato è commesso nei confronti di un minore o di un disabile, anche quando il molestatore sia stato già ammonito dal magistrato. Infatti la persona perseguitata può chiedere al questore di ammonire l'accusato che viene invitato a tenere una condotta conforme alla legge. Il Ddl prevede inoltre che il giudice possa intimare all'imputato di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima.E chi ritiene che siano eccessivi da 6 mesi a 4 anni di condanna, evidentemente non conosce in maniera approfondita i danni che provoca sulla vittima il persecutore, danni irreparabili come incubi, insonnia, flash back, eccetera. Paragonabili a quelli riscontrati nei sopravvissuti ad un disastro aereo: questo risulta da analisi e studi approfonditi condotti negli Usa. Il principio fondamentale comunque è che lo stalker debba essere fermato in tempo. Prima che sia troppo tardi. Prima cioè che provochi questi danni. O, peggio ancora, prima che arrivi all'omicidio della vittima. |
|
| Articoli - Donna | |||
| Scritto da Catia Acquesta | |||
| Giovedì 22 Gennaio 2009 12:59 | |||
|
Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.