Home Articoli Recensioni Ci vorrebbe un Prezzolini
Ci vorrebbe un Prezzolini

Cinquant'anni prima che tutti iniziassero allegramente, e a sproposito, a dirsi liberali, in Italia abbiamo avuto un liberale vero: Giuseppe Prezzolini. Un nome che - purtroppo - dirà ben poco alle nuove generazioni, grazie all'eterno processo di rimozione attuato dalla cultura dominante nei confronti di quelle poche figure di intellettuali italiani "non organici" che hanno attraversato la storia del'900.

Sarà dunque il caso di leggere "Giuseppe Prezzolini, l'anarchico conservatore" (Mursia, 24 euro),la bella biografia dedicata al grande giornalista e scrittore, da Gennaro Sangiuliano. Ma chi era davvero, questo "nemico feroce dei vizi tipicamente italiani", come scrive Vittorio Feltri nella prefazione?

Chi era l'uomo che fondò insieme a Giovanni Papini la rivista "La Voce", punto di riferimento anti-accademico della cultura di primo Novecento? Chi era l'uomo che volentieri - nonostante un'indole introversa - si azzuffava con il gruppo dei futuristi (Marinetti, Boccioni, Carrà) al caffè delle Giubbe Rosse o alla stazione di Firenze?

Perché poi, il liberale Prezzolini appoggiò il fascismo? Perché andò a combattere da volontario sull'Isonzo, lui che aveva cercato di evitare la leva militare? Perché alla fine si allontanò da Mussolini? Perché espatriò negli Stati Uniti, dove rimase trent'anni, e dove diventerà professore di italiano alla Columbia University, lui che era sprovvisto tanto di laurea che del diploma? Le risposte sono tutte nel libro.

Si vede subito come il termine liberale, in Prezzolini, assumesse un significato primigenio. Mai, in lui, liberale volle dire stare in disparte, nel grigiore borghese. Sempre significò essere consapevole del mercato e delle ampie possibilità del capitalismo, significò essere laico e non credente, ma all'interno di un quadro di valori tradizionali, che comprendevano un impossibile amore per l'Italia, e un altrettanto fervido disprezzo per gli italiani. Ecco perché anarchico e perché conservatore. Ecco perché gli piacque l'idea di Nazione e di identità nazionale, che Mussolini - il socialista Mussolini - gli porse su un piatto d'argento, e che lui ripagherà con un'osservanza molto poco servile al fascismo, osservanza che si interruppe quando il fascismo, fattosi regime, smetterà la sua veste innovatrice.

Una vita, la sua, che è anche un romanzo, e che Sangiuliano ci restituisce con passione, unendo il lavoro rigoroso del biografo allo stile incalzante del giornalismo d'inchiesta. Un inno all'indipendenza e alla libertà, una lezine per tutti noi che facciamo questo mestiere: Prezzolini è una "schienadritta" ante-litteram, cinquant'anni prima che tutti inizassero allegramente, e a sproposito, a dirsi "schienedritte".

 

Ci vorrebbe un Prezzolini
PDF
Articoli - Recensioni
Scritto da Massi Luigi   
Domenica 08 Giugno 2008 08:11
 
 

Sindacato

Partners

banner_secoloitalia

banner rinascita

banner salone della giustizia

banner learn to be free

banner l'uomo libero

Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.