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Antonio Albanese: L'imbarazzo afgano, Bittimedia 2008

Copertina L'imbarazzo Afgano«L’Italia è impegnata in Afghanistan, Tomba degli imperi come la definisce Milton Bearden in un interessante articolo comparso su Foreign Affairs del dicembre 2001, in una grande operazione di pacificazione e ricostruzione di un Paese martoriato da oltre venticinque anni di guerra che hanno spazzato via le infrastrutture sociali e materiali necessarie alla vita di una Nazione che, come ci ricorda lo stesso Bearden, ha bloccato Alessandro il grande, Gengis Khan e il Gran Mogol, mentre nel XIX secolo è divenuta il centro del Grande gioco tra Russia e Regno Unito per il controllo dell’India e dell’Asia centrale, così ben descritta da Rudyard Kipling. (…) 

Di nuovo tornato al centro dell’attenzione mondiale, lo scontro che sta avvenendo in Afghanistan dimostra, come ha acutamente osservato Carlo Jean in Liberal Risk del giugno 2007, “quanto poco sia rilevante il clash of civilizations (scontro di civiltà, nda). Come in Iraq, gioca maggiormente il tradizionale clash of powers (scontro di poteri, nda)”. Una differenza fondamentale dell’insurgency (insorgenza) afgana rispetto a quella irachena sta nel fatto che i Talebani, che appartengono all’etnia pashtun – che comprende quasi il 50 per cento della popolazione afgana – non attaccano, almeno per ora, le altre etnie. Cercano invece di fare il vuoto intorno al governo Karzai, intimorendo i suoi sostenitori e ostacolando gli sforzi di ricostruzione, anche per dimostrare l’incapacità di provvedere alla sicurezza della popolazione». (…) La presenza di militari italiani in territorio afgano non è nuova».

L'Afghanistan e l’Italia sono i protagonisti di quest’analisi intrecciata e complessa. Vengono, infatti, presi in considerazione il Paese centro-asiatico e la presenza militare italiana nel contesto della politica estera nostrana. Accanto a questa analisi, l'autore ha lavorato su documentazione originale della Nato e ha effettuato interviste esclusive con i comandanti alleati, per chiarire ai lettori quale sia esattamente l'obiettivo della presenza di Isaf, la missione Onu "gestita" dalla Nato. Missione al cui interno si è caratterizzato l'intervento italiano, attraverso il lavoro serio e continuativo delle truppe che in questi anni si sono avvicendate a Herat, sede del nostro comando. A postfazione, per rendere più stimolante la riflessione in un divertente gioco di specchi, un polemico saggio del generale Fabio Mini, autore di fama internazionale per i suoi studi sulla guerra asimmetrica. Facendo da contrappunto dialettico ad alcune tesi dell'autore, Mini apre al lettore scenari e problematiche inusuali nel dibattito sulla politica estera e di intervento armato degli italiani nelle aree di crisi negli ultimi decenni.

L’autore: Antonio Albanese, romano, giornalista professionista, oggi caporedattore del mensile Area. Ufficiale riservista della Guardia di Finanza, ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio nella CIOR di cui è tuttora analista; diplomato PIO presso lo SHAPE a Mons (Be), attualmente ricopre le cariche di Segretario Generale del MEDFOR e dell'ARPa, due Organizzazioni internazionali che riuniscono le Associazioni degli Ufficiali Riservisti dei Paesi del Mediterraneo.


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Mercoledì 08 Aprile 2009 15:58
 
 

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