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(ANSA) - ELIO CADELO: QUANDO I ROMANI ANDAVANO IN AMERICA

quando_i_romani.jpgANSA - Il nuovo continente fu scoperto ufficialmente da Cristoforo Colombo nel 1492, ma non era la prima volta: antiche civiltà marinare, tra cui quella romana - dice Cadelo - erano già sbarcate nelle Americhe lasciando numerose tracce come monete, statuette, tombe ed anche una nave. Per quanto riguarda i romani l'autore rivela che conoscevano la scienza nautica e avevano anche navi adatte per attraversare l'oceano atlantico. I romani furono grandi navigatori.

Ad est commerciavano con l'India, la Cina e l'Indonesia: le loro esplorazioni raggiunsero e superarono la Nuova Zelanda; navigarono lungo le coste atlantiche dell'Europa fino alle Orcadi, l'Islanda ed oltre. (PALOMBI EDITORE; pp. 220; 15 EURO).

In africa sono state trovate tracce della presenza romana nello Zimbabwe e lungo le coste orientali. Questo è quanto ci dice la vulgata, ma in età imperiale i marinai romani raggiunsero anche l'America, che i geografi del tempo ritenevano essere la "terza India". Equivoco che rimarrà anche dopo la scoperta di Colombo.
I ritrovamenti archeologici e molti passi della letteratura latina parlano di nuove terre (o isole) ad ovest e provano che i romani conoscevano bene cosa ci fosse al di là delle colonne d'Ercole. Un testimone attento del tempo, Plutarco, scrive che "a cinque giorni di navigazione dalla Britannia, verso Occidente, ci sono isole e dietro di loro un continente"; e Plinio nota "che tutto l'occidente al di fuori delle colonne d'ercole e' ormai osservato ed esplorato".  
Ma anche piante come il mais o l'ananas, la cui diffusione in Europa e' fatta risalire alla scoperta dell'America, in realtà, come e' ampiamente descritto nel volume, erano presenti nel mediterraneo già in epoca romana.
Nel volume vengono esaminate anche diverse culture che con il mare ebbero un rapporto importante, come quella babilonese (che è all'origine del calendario e del concetto di latitudine e longitudine), quella indiana (che nell'antichità' sviluppa eccezionali strutture portuali ed estese i suoi commerci in tutto l'oceano indiano) e quella polinesiana, che fece della navigazione la base della propria organizzazione sociale: tutte elaborarono in maniera molto simile la scienza della navigazione. I romani non furono i soli a giungere nel nuovo continente: la genetica ha fornito prove della presenza in America dei polinesiani, l'archeologia e la letteratura della presenza cinese ed indiana almeno duemila anni fa.
Perché di tutto ciò non ci sono tracce prima di Cristoforo Colombo? Le rotte commerciali, spiega Elio Cadelo, erano segretissime e le mappe non venivano diffuse, avendo un enorme valore economico per i loro proprietari che potevano così avere l'esclusiva per importazioni di prodotti provenienti da terre sconosciute. E poi, come scrive nella sua prefazione l'astrofisico Giovanni F. Bignami, c'e' il paradosso di Cristoforo Colombo: "l'importante, per avere il merito di una grande scoperta, e' essere l'ultimo a farla, non il primo".


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