| Effetto domino |
|
Il protagonista è Edoardo Regis che esordisce subito col manifestare a piene mani il sentimento che al giorno d’oggi sembra più “impresentabile” e scandaloso: l’odio. Tutto ha inizio in una località balneare. Durante un temporale estivo, Edoardo Regis è fortemente attratto dal fatto che la natura, a modo suo, odia. E quell’odio Edoardo lo sente di gran lunga più attraente dell’amore, perché è sempre autentico. Edoardo decide che d’ora in poi sarà proprio l’odio la cifra distintiva della sua esistenza, già da tempo segnata da una profonda avversione nei confronti del prossimo che cresce ogni giorno di più. L’odio di Edoardo, così, fa un salto di qualità. Consapevole che l’odio esige l’azione, egli desidera uccidere: diventa così un assassino “integrale”. Ma, una volta smaltito la momentanea d’euforia, il senso di straniamento subisce un’improvvisa recrudescenza. Dopo aver assassinato uno sconosciuto si rende conto della misera condizione nella quale sono condannati a tribolare gli esseri umani, eternamente in bilico tra dolore e colpa. Meglio, molto meglio e costruttivo, odiare il Dio che c’è in noi: odiare noi stessi vorrebbe dire indirettamente odiare anche Lui. Adesso il duello si svolge nell’intimità stessa di Edoardo. Sarà capace Edoardo di non arretrare inorridito davanti all’immagine che gli rimanda lo specchio interiore? |
|
| Articoli - Recensioni | |||
| Scritto da Lippi Francesca | |||
| Giovedì 23 Dicembre 2010 11:02 | |||
|
Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.