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Da Giovane Europa ai Campi Hobbit

1966-1986  Vent'anni di esperienze movimentiste al di là della destra e della sinistra

di Giovanni Tarantino, prefazione di Franco Cardini

Giovane Europa, una vivacità politica, culturale e organizzativa. Una lucidità e una passione che camminavano con una partecipazione straordinaria, che hanno lasciato il segno e contribuito a formare identità e successive consapevolezze.
Giovane Europa, niente a che vedere con marginalità catacombali, tanto da essere presente nei movimenti del Sessantotto, di Valle Giulia, del Settantasette, fino all'epoca della grande depressione e della società liquida.
Un'altra storia, che non si affidava all'anatema anticomunista, condannava ogni trama golpista, l'imperialismo americano-sovietico, sosteneva la necessità dell'Europa, "una volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni". Giovane Europa è il progetto della generazione duemila che manifestava nel solco della tradizione e della contestazione studentesca, nuove mentalità, stili grafici e sensibilità, momenti comunitari che seppero dare immagini vivide e forti al sogno europeo che diventava realtà.

Con la generazione che, successivamente, ha partecipato ai Campi Hobbit riemergeranno alcune delle tematiche portate avanti da Giovane Europa, ma soprattutto si rafforzerà il distacco da certe categorie della politica (l'asse destra-sinistra, la dicotomia fascismo-antifascismo, i retaggi nazionalisti della destra) ritenute superate. Anche per tali ragioni questo libro è da considerare un cantiere aperto, la cui forza narrativa e il valore della storia raccontata si intercalano negli scenari della contemporaneità e nelle prospettive future, in virtù delle quali questo lavoro potrà essere potenziato da altri contributi e testimonianze di nuovi soggetti.

Giovanni Tarantino fissa strati di memoria, dove le immagini sono associate a legami che non si cancellano. Vengono qui registrati i battiti dei cuori, le emozioni, le azioni che hanno sfidato i meccanismi del potere consolidato. Nato, chiesa secolarizzata, alta finanza, gran capitale, autoritarismo, borghesismo, nozionismo, nichilismo, il regno della quantità e la demonia del possedere. Il nemico, come dice Franco Cardini, è sempre quello. La ragione parla ancora, l'amore dà la parola a Jean Thiriart, alla Giovane Europa: "Noi rifiutiamo l'Europa teorica. Noi rifiutiamo l'Europa legale. Noi condanniamo l'Europa di Strasburgo per crimine di tradimento".
E' l'attuale dittatura europea dei banchieri e dei burocrati. "O vi sarà una Nazione o non vi sarà indipendenza. A questa Europa legale che rifiutiamo, noi opponiamo l'Europa legittima, l'Europa dei popoli, la nostra Europa. Noi siamo la Nazione Europea".
Il destino dell'ora presente è l'Eurasia.

GIOVANNI TARANTINO è nato a Palermo nel 1983. Laureato in Scienze storiche, giornalista professionista, è stato redattore del quotidiano E Polis. Collabora con giornali e riviste nazionali. Attento indagatore dei movimenti e delle dinamiche giovanili, studia l'intreccio tra calcio e cultura popolare.


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Scritto da Lippi Francesca   
Sabato 23 Luglio 2011 21:11
 

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