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RAI, LETTERA22: NO A DECRETI PER COMMISSARIARLA. NO ALL’ENNESIMO REGALO AI PRIVATI PDF Stampa E-mail
Comunicati
Lunedì 02 Gennaio 2012 17:10
«È molto singolare la campagna che un grande (per dimensioni) gruppo editoriale italiano, che fa capo ad un editore 'svizzero', ha intrapreso sulla Rai, ventilando presunte o reali intenzioni del Governo di riformare la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, ipotizzando addirittura la nomina di un commissario o la privatizzazione dell’azienda», e' quanto dichiara Paolo Corsini, presidente di Lettera22.

«Si tratta di un’iniziativa costante e sospetta per vari motivi: in primo luogo in un Paese dove sono a rischio 300mila posti di lavoro, dove il famigerato spread è ancora sopra i 500 punti, dove molte banche sono a rischio default, la Rai non è certo un’emergenza. Il governo Monti è un esecutivo tecnico nato con un preciso mandato, quello di tamponare l’emergenza economica. Ogni altra iniziativa travalicherebbe questi mandato e il voto di fiducia espresso dal Parlamento. In secondo luogo, la governance della Rai è fissata dalla cosiddetta Gasparri: una legge approvata dal Parlamento. Si può ben discutere di riforma Rai ma questo compete al Parlamento. Chi scrive di possibili decreti governativi dimostra - a nostro avviso - la sua conclamata ignoranza in diritto costituzionale. Un decreto sulla Rai sarebbe un atto di golpismo, non ricorrendo quelle caratteristiche richieste dalla nostra Carta per il varo di un decreto», aggiunge Corsini. «Le verità sono evidentemente altre: la storia dimostra che spesso i governi tecnici hanno spalancato a false privatizzazioni risoltesi nell’accaparramento di pezzi di impresa pubblica da parte di gruppi imprenditoriali privati che hanno massimizzato i profitti e ucciso le aziende. Gli esempi che si potrebbero fare al riguardo sono molti. La Rai oggi, malgrado tutto, fa evidentemente ancora gola a qualche imprenditore privato che pensa in questo modo di risolvere i suoi problemi. Quanto alla volontà che viene attribuita al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di voler imporre una riforma della governance Rai, se cosi' fosse, suggeriamo si cominci da qualche grande banca nazionale controllata indirettamente dagli enti locali territoriali e che rischia il default». (www.lettera22.info)

 

TMNEWS

Rai/ Lettera 22: No a decreti per commissariarla

"Non ci sono le condizioni per agire in questo modo" 

Roma, 2 gen. (TMNews) - "E’ molto singolare la campagna che un grande (per dimensioni) gruppo editoriale italiano, che fa capo ad un editore 'svizzero', ha intrapreso sulla Rai, ventilando presunte o reali intenzioni del Governo di riformare la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, ipotizzando addirittura la nomina di un commissario o la privatizzazione dell`azienda", è quanto dichiara Paolo Corsini, presidente di Lettera22. "Si tratta di un`iniziativa costante e sospetta per

vari motivi". Un decreto sulla Rai sarebbe un atto di golpismo, non ricorrendo quelle caratteristiche richieste dalla nostra Carta per il varo di un decreto, aggiunge Corsini. Le verità sono evidentemente altre: la storia dimostra che spesso i governi tecnici hanno spalancato a false privatizzazioni risoltesi nell`accaparramento di pezzi di impresa pubblica da parte di gruppi imprenditoriali privati che hanno massimizzato i profitti e ucciso le aziende".

 

CORSINI, NO ALL'ENNESIMO REGALO A PRIVATI       Roma, 2 gen. - (Adnkronos) - "E' molto singolare la campagna che un grande (per dimensioni) gruppo editoriale italiano, che fa capo ad  un editore 'svizzero', ha intrapreso sulla Rai, ventilando presunte o  reali intenzioni del Governo di riformare la governance del servizio  pubblico radiotelevisivo, ipotizzando addirittura la nomina di un  commissario o la privatizzazione dell'azienda". E' quanto dichiara  Paolo Corsini, presidente di Lettera22.
      "Si tratta di un'iniziativa costante e sospetta per vari motivi  -prosegue Corsini- in primo luogo in un Paese dove sono a rischio  300mila posti di lavoro, dove il famigerato spread e' ancora sopra i  500 punti, dove molte banche sono a rischio default, la Rai non e'  certo un'emergenza. Il governo Monti e' un esecutivo tecnico nato con  un preciso mandato, quello di tamponare l'emergenza economica. Ogni  altra iniziativa travalicherebbe questo mandato e il voto di fiducia  espresso dal Parlamento. In secondo luogo, la governance della Rai e'  fissata dalla cosiddetta Gasparri: una legge approvata dal Parlamento.
Si puo' ben discutere di riforma Rai ma questo compete al Parlamento.  Chi scrive di possibili decreti governativi dimostra, a nostro avviso, la sua conclamata ignoranza in diritto costituzionale. Un decreto  sulla Rai sarebbe un atto di golpismo, non ricorrendo quelle  caratteristiche richieste dalla nostra Carta per il varo di un  decreto".
      Secondo Corsini "le verita' sono evidentemente altre: la storia  dimostra che spesso i governi tecnici hanno spalancato a false  privatizzazioni risoltesi nell'accaparramento di pezzi di impresa  pubblica da parte di gruppi imprenditoriali privati che hanno  massimizzato i profitti e ucciso le aziende. Gli esempi che si  potrebbero fare al riguardo sono molti. La Rai oggi, malgrado tutto,  fa evidentemente ancora gola a qualche imprenditore privato che pensa  in questo modo di risolvere i suoi problemi. Quanto alla volonta' che  viene attribuita al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di voler  imporre una riforma della governance Rai, se cosi' fosse, suggeriamo  si cominci da qualche grande banca nazionale controllata  indirettamente dagli enti locali territoriali e che rischia il  default".
      (Pol/Zn/Adnkronos) 02-GEN-12 12:32 NNNN

 

ROMA (ITALPRESS) - "È molto singolare la campagna che un grande (per dimensioni) gruppo editoriale italiano, che fa capo ad un editore 'svizzero', ha intrapreso sulla Rai, ventilando presunte o reali intenzioni del Governo di riformare la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, ipotizzando addirittura la nomina di un commissario o la privatizzazione dell'azienda". Lo afferma in una nota Paolo Corsini, presidente di Lettera22.
"Si tratta di un'iniziativa costante e sospetta per vari motivi: in primo luogo in un Paese dove sono a rischio 300 mila posti di lavoro, dove il famigerato spread e' ancora sopra i 500 punti, dove molte banche sono a rischio default, la Rai non e' certo un'emergenza - prosegue -. Il governo Monti e' un esecutivo tecnico nato con un preciso mandato, quello di tamponare l'emergenza economica. Ogni altra iniziativa travalicherebbe questi mandato e il voto di fiducia espresso dal Parlamento. In secondo luogo, la governance della Rai e' fissata dalla cosiddetta Gasparri: una legge approvata dal Parlamento. Si puo' ben discutere di riforma Rai ma questo compete al Parlamento. Chi scrive di possibili decreti governativi dimostra - a nostro avviso - la sua conclamata ignoranza in diritto costituzionale".
Inoltre per Corsini "un decreto sulla Rai sarebbe un atto di golpismo, non ricorrendo quelle caratteristiche richieste dalla nostra Carta per il varo di un decreto. Le verita' sono evidentemente altre: la storia dimostra che spesso i governi tecnici hanno spalancato a false privatizzazioni risoltesi nell'accaparramento di pezzi di impresa pubblica da parte di gruppi imprenditoriali privati che hanno massimizzato i profitti e ucciso le aziende - prosegue -. Gli esempi che si potrebbero fare al riguardo sono molti. La Rai oggi, malgrado tutto, fa evidentemente ancora gola a qualche imprenditore privato che pensa in questo modo di risolvere i suoi problemi. Quanto alla volonta' che viene attribuita al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di voler imporre una riforma della governance Rai, se cosi' fosse, suggeriamo si cominci da qualche grande banca nazionale controllata indirettamente dagli enti locali territoriali e che rischia il default", conclude il presidente di Lettera22.
(ITALPRESS).
sat/com 02-Gen-12 12:17 NNNN

 

 

 
 

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