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Lutto nella cultura italiana, è morto Pio Filippani Ronconi PDF Stampa E-mail
Comunicati
Mercoledì 17 Febbraio 2010 14:48
Scompare il grande orientalista, censurato dal Corriere della Sera per i suoi trascorsi militari

È venuto a mancare a Roma, all’età di ottantanove anni, Pio Filippani Ronconi orientalista di fama internazionale e storico delle religioni. L’Associazione Lettera22 esprime il suo cordoglio per la scomparsa di questo alto esponente della cultura.

Nato a Madrid il 10 marzo del 1920 da una antica famiglia romana, fu professore ordinario di Religioni e filosofie dell’India, incaricato di Lingua e letteratura sanscrita, professore straordinario di Dialettologia iranica, incaricato di Filosofie dell’Estremo Oriente presso l’Istituto universitario orientale di Napoli. E’ stato l’unico occidentale insignito della laurea honoris causa di Teologia e scienze dell’Islam presso l’Università di Teheran, e membro della Real Academia de Còrdoba, Instituto de estudios Califales. Membro dell’Accademia Pontaniana di Napoli, fu altresì dottore honoris causa in Filosofia della Storia controfirmata dall’allora Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer e riconosciuta dall’Università di Trieste.

Nonostante il suo indiscusso valore, il professor Filippani è però stato vittima di una vera e propria ‘epurazione’ al “Corriere della Sera”, con cui aveva iniziato a collaborare nel 2000, chiamato dal responsabile delle pagine culturali Armando Torno. Nel gennaio 2001, a causa del suo passato di combattente durante la Seconda Guerra Mondiale, fu infatti ostracizzato dal quotidiano allora diretto da Ferruccio de Bortoli, dopo che alla redazione pervenne l’e-mail di un lettore che rammentava l’arruolamento del giovane Filippani nelle Waffen Ss ‘combattenti’. Alla denuncia si aggiunse un duro comunicato del Comitato di redazione guidato da Raffaele Fiengo che chiedeva che il professore fosse cacciato. Nonostante il suo prestigio intellettuale, tra l’altro conosceva oltre 40 lingue, al “Corriere” decisero di cacciare il ‘nazista’. Anche se tale era stato a 20 anni e più di mezzo secolo prima e nonostante fosse stato chiamato per scrivere di orientalistica. Per difendere la democrazia, gli fu impedito di scrivere.

Pio Filippani Ronconi, durante una intervista con Marco Ferrazzoli (uscita in ‘Cos’è la destra’, Minotauro, Roma 2001), disse di sé che credeva “nei valori del bene, del coraggio, dell’onore e soprattutto dell’impegno”. In riferimento al suo passato nelle Ss, con cui guadagnò una croce di ferro, disse che la scelta avvenne in quanto non era un politico e “neppure fascista”. E in riferimento alle famigerate azioni commesse dalle Ss naziste, tra cui i rastrellamenti di civili che sconvolsero l’Europa, disse: “Io ero nelle Waffen, nelle Ss combattenti”, ha sempre specificato Filippani, “con ‘quelle’ non avevamo nulla a che fare e non avevamo la minima idea di cosa facessero”. La definizione che diede di se stesso, era quella, provocatoria, di un “guerriero con interessi culturali”. Per difendere la democrazia, però, gli fu impedito di scrivere, con una durezza mai usata per tanti complici di crimini nazisti, fascisti e comunisti, perdonati proprio in virtà dei loro meriti intellettuali, spesso presunti.

 

 
 

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