Home Articoli Comunicati PAR CONDICIO: LETTERA 22, MODIFICHE MA NON MEDIATIZZARE LAMENTELE
PAR CONDICIO: LETTERA 22, MODIFICHE MA NON MEDIATIZZARE LAMENTELE PDF Stampa E-mail
Comunicati
Martedì 02 Marzo 2010 19:20
"Abbiamo sempre criticato la legge sulla par condicio e le sue regole di applicazione, che ingabbiano  in modo assurdo e distorsivo il diritto di cronaca, svilendo di fatto l'autonomia, la coscienza individuale dei giornalisti  e l'autorevolezza della nostra professione. Condividiamo la preoccupazione dei colleghi, titolari dei talk show Rai, che non potranno andare in onda in questo mese di campagna elettorale, a causa di un'interpretazione del regolamento, che se e' rigida lo e' perche' conseguenza estrema, ma logica, di una pessima legge imposta, con queste modalite', dalla sinistra a cominciare dalla prima versione che risale al Governo Dini". 
 
Lo dice in una nota l'associazione Lettera 22, che aggiunge: "Per questo, sentiamo quanto mai la necessita' di una nuova legge che modifichi la filosofia burocratica della cosiddetta 'par condicio', per approvare una nuova normativa che favorisca la pluralita' e l'imparzialita' della comunicazione aumentando gli spazi e non riducendoli a formule incomprensibili e inascoltabili come la riproposizione delle antiquate tribune politiche". "Ci dispiace che, alla fine, tutto si riduca - dice ancora la nota - alla sola mediatizzazione delle lamentele dei Santoro o dei Floris, e ci dispiace anche che l'Usigrai e la Fnsi chiamino alla mobilitazione solo quando vengono minacciati gli interessi dei piu' famosi anchorman. Vogliamo, anche sottolineare e ribadire in maniera forte che a 'subire' questa legge non sono solo 'i soliti noti' che hanno la possibilita' di protestare, con grande visibilita', contro l'applicazione di un regolamento, ma anche tutti i colleghi che lavorano alle testate giornalistiche e che devono fare i conti con questa legge profondamente iniqua". E - infine - "per questo Lettera22, pur comprendendo le motivazioni della protesta, stasera non scendera' in piazza, sotto gli studi di via Teulada a manifestare contro il regolamento applicato dalla Rai, ma si riunira' per mettere all'ordine del giorno un convegno in cui si affronti il tema della riforma della legge con pacatezza e moderazione, consapevoli che la democrazia nasce dalla ricchezza della discussione e dal vero pluralismo delle idee". 
 
 

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