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Par condicio/ Lettera 22: Modificare subito legge bavaglio PDF Stampa E-mail
Comunicati
Martedì 02 Marzo 2010 20:53
Condividiamo preoccupazione colleghi talk show

"Abbiamo sempre criticato la legge sulla par condicio e le sue regole di applicazione, che ingabbiano  in modo assurdo e distorsivo il diritto di cronaca, svilendo di fatto  l'autonomia,  la coscienza individuale dei giornalisti  e l'autorevolezza della nostra professione.
 
Condividiamo la preoccupazione dei colleghi, titolari dei talk show Rai, che non potranno andare in onda in questo mese di campagna elettorale, a causa di un' interpretazione del regolamento, che se è rigida lo è perché conseguenza estrema, ma logica, di una pessima legge imposta, con queste modalità, dalla sinistra a cominciare dalla prima versione  che risale al Governo Dini. Per questo, sentiamo quanto mai la necessità di una nuova legge che modifichi la filosofia burocratica della cosiddetta 'par condicio', per approvare una nuova normativa che favorisca la pluralità e l'imparzialità della comunicazione aumentando gli spazi e non riducendoli a formule incomprensibili e inascoltabili come la iproposizione delle antiquate tribune politiche". Lo sostiene in una nota Lettera 22.

"Ci dispiace che, alla fine, tutto si riduca alla sola mediatizzazione delle lamentele dei Santoro o dei Floris, e ci dispiace anche che l'Usigrai e la FNSI chiamino alla mobilitazione solo quando vengono minacciati gli interessi dei piu' famosi anchorman. Vogliamo, anche sottolineare e ribadire in maniera forte che a 'subire' questa legge non sono solo 'i soliti noti' che hanno la possibilità di protestare, con grande visibilità, contro l'applicazione di un regolamento, ma anche tutti i colleghi che lavorano alle testate giornalistiche e che devono fare i conti con questa legge profondamente iniqua. Per questo Lettera22, pur comprendendo le motivazioni della protesta, stasera non scenderà in piazza, sotto gli studi di Via Teulada a manifestare contro il regolamento applicato dalla Rai, ma si riunirà per mettere all'ordine del giorno un convegno in cui si affronti il tema della riforma della legge con pacatezza e moderazione, consapevoli che la democrazia nasce dalla ricchezza della discussione e dal vero pluralismo delle idee", conclude.
 
 

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