| POLONIA: LETTERA22, VIGNETTA UNITA' NON SATIRA ISTIGAZIONE A ODIO |
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(AGI) - Roma, 11 apr. - "La vignetta di Sergio Staino apparsa oggi su L'Unita' e' l'ennesimo esempio di come, a volte, dietro il discutibile alibi della satira si nasconda l'istigazione all'odio politico". Lo dice il presidente dell'associazione Lettera 22, Paolo Corsini, che aggiunge: "Prendiamo atto delle scuse del vignettista, ma troviamo surreali le parole espresse nell'editoriale dal direttore Concita De Gregorio, che afferma di 'voler trovare un sorriso in ogni tragedia'. Lettera 22 ha sostenuto e sostiene l'esigenza di un rinnovamento generazionale, ma i metodi che auspichiamo non sono certo quelli cui inneggia la vignetta del quotidiano comunista. Non e' la prima volta che un'ideologia che ci trasciniamo dal secolo scorso, estende i suoi ultimi rigurgiti di odio all'attuale dibattito politico, piegando e distorcendo cinicamente principi fondanti della democrazia come la liberta' di espressione, al solo fine di distruggere con ogni mezzo gli avversari politici. La misura e il buon gusto, sono valori che la libera informazione non dovrebbe mai perdere di vista. Ed e' con questo contegno e rispetto, che Lettera 22 esprime il suo cordoglio per l'immane tragedia". Polonia, Staino e Concita De Gregorio non fanno ridere: L'Unità, Lech Kaczynski e le 95 vittime E satira sia, ma questa volta non fa ridere. Proprio per niente. Staino ha pubblicato su L'Unità la sua vignetta che potete vedere sopra. Anche il presidente dell'associazione Lettera22, Paolo Corsini ha manifestato la sua disapprovazione anche nei confronti dell'editoriale apologetico della direttrice De Gregorio. Ha infatti dichiarato: "La vignetta di Sergio Staino apparsa oggi su L'Unità è l'ennesimo esempio di come, a volte, dietro il discutibile alibi della satira si nasconda l'istigazione all'odio politico. Prendiamo atto delle scuse del vignettista, ma troviamo surreali le parole espresse nell'editoriale dal direttore Concita De Gregorio, che afferma di 'voler trovare un sorriso in ogni tragedia'." Noi concordiamo con Paolo Corsini. Si riferisce al disastro aereo avvenuto sabato mattina a Smolensk, nella Russia occidentale, che ha decapitato il governo palacco e lasciato sgomento un intero paese. Infatti sabato è precipitato il Tupolev a bordo del quale hanno perso la vita il presidente Lech Kaczynski e la moglie insieme ad altre 93 vittime. La salma del Presidente è già stata rimpatriata, mentre nel giro di tre giorniriconoscimento degli altri passeggeri a bordo. Finora è stata esclusa la pista del guasto tecnico o di un complotto russo, come ha accennato LaPulcediVoltaire. Infatti pare sia stato un errore del pilota a provocare la tragedia. Scrive Repubblica: Dalle prime informazioni sembra che sulla zona dell'atterraggio ci fosse una fitta nebbia. L'aereo ha toccato le cime degli alberi prima di schiantarsi al suolo, alle 8:56 ora italiana (10:56 locali). Secondo la tv russa la torre di controllo dell'aeroporto di Smolensk aveva sconsigliato al pilota di atterrare proprio per le condizioni del tempo, suggerendogli di dirigersi invece verso l'aeroporto di Minsk, in Bielorussia. Il pilota però ha ignorato l'avvertimento e ha fatto tre tentativi di atterrare andati a vuoto. Il quarto è stato quello fatale. Lo scalo di Smolensk non dispone del radar necessario per l'atterraggio strumentale in caso di scarsa visibilità orizzontale. Medvedev ha già annunciato la sua partecipazione ai funerali della moglie e del Presidente. Un gesto che, nella tragedia, sembra un segnale di riavvicinamento tra Varsavia e Mosca.
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