Home Articoli Comunicati RAI: LETTERA22, DA 'ANNOZERO' A 'SEI ZERI' SU SANTORO SOLUZIONE IMBARAZZANTE =
RAI: LETTERA22, DA 'ANNOZERO' A 'SEI ZERI' SU SANTORO SOLUZIONE IMBARAZZANTE = PDF Stampa E-mail

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - ''Da 'Annozero' a 6 zeri. La soluzione del caso Santoro e' quantomano imbarazzante''. E' quanto dichiarano il presidente dell'associazione Lettera 22 Paolo Corsini,

il componente l'esecutivo Usigrai Stefano Campagna e il consigliere Fnsi Luigi Monfredi. ''In un contesto di crisi economica nazionale ed aziendale e alla vigilia di un piano industriale Rai che preannuncia lacrime e sangue (si parla di almeno 800 esuberi), l'azienda non trova di meglio che staccare un assegno a 6 zeri per l'ex tribuno della plebe Michele Santoro che da tempo veste i panni del Marchese del Grillo, lasciandogli per giunta la possibilita' di abbeverarsi all'azienda pubblica'', sottolinea Lettera 22.

''Ci chiediamo - concludono Corsini, Campagna e Monfredi – cosa pensino i dipendenti Rai, oggi a rischio; i lavoratori di Anno zero e quanti pagano il canone. Sembra quasi un premio per aver insultato la Radiotelevisione di stato dopo la messa in onda di Raiperunanotte': e' la prova che in Rai si viene premiati quando le regole non sono rispettate... specie se da sinistra''.


Lettera 22 «Cifre imbarazzanti durante la crisi»

da IlGiornale.it

«La soluzione del caso Santoro è quantomeno imbarazzante». Lo dicono il presidente dell’associazione Lettera 22, Paolo Corsini, il componente dell’esecutivo Usigrai, Stefano Campagna, e il consigliere Fnsi Luigi Monfredi, che aggiungono: «In un contesto di crisi economica, nazionale e aziendale, e alla vigilia di un piano industriale Rai, che preannuncia “lacrime e sangue” (si parla di almeno 800 esuberi, ndr), l’azienda non trova di meglio che staccare un assegno a sei zeri per Michele Santoro, lasciandogli per giunta la possibilità di abbeverarsi all’azienda pubblica. Ci chiediamo - concludono Corsini, Campagna e Monfredi - cosa pensino i dipendenti Rai, oggi a rischio, i lavoratori di “Annozero” e quanti pagano il canone. È la prova che in Rai si viene premiati quando le regole non sono rispettate, specie se da sinistra...». 


Santoro e la buonuscita
 
 
In fondo è sempre lo stesso copione da anni. Grandi uscite e ancor più grandi buonuscite, seguite da rientri, polemiche e clamori. E, quindi, chi racconta il «day after» di Michele Santoro dopo l’annuncio della fine della stagione di «Annozero» e anche del suo rapporto da dipendente in Rai, lo fa sottolineando che si è trattato di un mercoledì come gli altri.

La stagione si concluderà il 10 giugno e si attende la firma dell’intesa raggiunta due giorni fa con la Rai per avere spiegazioni ufficiali sui motivi del suo gesto.  Per il momento il conduttore ha affidato ad una nota innanzitutto il rammarico di aver visto divulgare la notizia. «Avrei preferito che solo ad accordo sottoscritto se ne fosse data notizia, anche per concludere serenamente una stagione televisiva caratterizzata da straordinari risultati». Ma questo non toglie, anzi aumenta la soddisfazione per l’intesa con la Rai, che potrà «consentire di sperimentare nuovi formati televisivi». Le docu-fiction ma probabilmente anche altro, i progetti sono molti, la trattativa per la collaborazione biennale con l’azienda ancora da definire. Progetti nei quali Santoro potrebbe coinvolgere qualcuno della squadra di Annozero.
Il centro delle polemiche però è un altro, la cifra dell’accordo: un contratto di collaborazione di 24 mesi con due annualità di buonuscita (due milioni di euro), dieci docufiction in prima serata e due miniserie Tv da 1 milione e duecento euro l’una, per un totale di circa 16 milioni di euro. Di fronte a questi numeri non solo gli storici nemici del conduttore televisivo, anche quelli che ascoltano ogni sua trasmissione si sono ribellati.
A tutti Santoro ha promesso che parlerà dopo la firma dell’accordo. Non sarà imminente ma soltanto allora spiegherà con esattezza i termini dell’intesa e anche il suo futuro professionale convinto come afferma di essere, «di aver agito ancora una volta nell’interesse del pubblico».
Ma per il presidente della commissione Vigilanza, Sergio Zavoli, quella della buonuscita è una questione di fronte alla quale alcuni «colleghi si chiederanno come uno di loro, uno dei più bravi, abbia potuto chiudere la sua partita con l’azienda». La Commissione è alle prese con il parere condizionato sul contratto di servizio, affronta proprio il tema della trasparenza dei compensi, voluto da Pdl e Lega e sul quale Zavoli chiede tempo per definire prima quali siano i programmi di servizio pubblico.

Commenta Alessio Butti, capogruppo Pdl in Vigilanza: se la trasparenza dei compensi fosse stata applicata in passato si sarebbe potuta «evitare l’ipocrisia dello stupore sul trattamento economico di Michele Santoro che ha annunciato di lasciare la Rai in cambio di uno ’scivolettò milionario e di un promesso contratto di consulenza altrettanto ’pesantè».

Dubbi anche da Pd e Udc. Giorgio Merlo, vice presidente della Vigilanza, parla di «pagina buia e triste per la credibilità dell’azienda», l’Idv di «immoralità», Roberto Rao, capogruppo Udc, di «violazione del portafoglio dei contribuenti».
 
Persino da parte dei giornalisti le reazioni non sono positive. «La soluzione del caso Santoro è quantomeno imbarazzante», dicono il presidente dell’associazione Lettera22.info, Paolo Corsini, il componente l’esecutivo UsigRai, Stefano Campagna, e il consigliere Fnsi, Luigi Monfredi. E aggiungono: «In un contesto di crisi economica, nazionale e aziendale, e alla vigilia di un piano industriale Rai, che preannuncia ’lacrime e sanguè (si parla di almeno 800 esuberi), l’azienda non trova di meglio che staccare un assegno a 6 zeri per l’ex ’tribuno della plebe’, Michele Santoro».
 

 

 
 
 

Sindacato

Partners

banner_secoloitalia

banner rinascita

banner salone della giustizia

banner learn to be free

banner l'uomo libero

Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.