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Campagna: basta fango sui giornalisti Rai PDF Stampa E-mail
Comunicati
Venerdì 13 Agosto 2010 11:25

Basta con l’aggressione di una certa stampa faziosa che incita all’odio contro i giornalisti del TG1

Stefano Campagna, membro dell’esecutivo Usigrai, chiede l’immediato intervento del CDR e di tutto il sindacato dei giornalisti

di Stefano Campagna

Grave l’attacco de “il Fatto Quotidiano” ad alcuni colleghi della testata di cui faccio parte. Un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni, pubblicato il 10 agosto scorso, con l’unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti,  da anni al servizio dell’azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Spiccano nomi di importanti inviati e conduttori apprezzati da tutte le direzioni che si sono succedute negli ultimi anni, sotto qualunque stagione politica.

Basti pensare che per giustificare il teorema secondo cui, nonostante la crisi aziendale, “vendersi a Minzolini” conviene, si scrive di aumenti di stipendi di 3000 euro al mese, quando bastavano pochi banali controlli per scoprire che si trattava in realta’ di 3000 euro lordi l’anno (inclusa la trattenuta TFR). Si infangano nomi di importanti inviati che hanno fatto la storia del TG1. Si scrive di ruoli sottratti ad altri colleghi senza conoscere evidentemente l’organigramma della redazione. E, soprattutto, si ripropongono, come fossero nuove, vicende che risalgono a cinque mesi fa e di cui lo stesso giornale aveva ampiamente dato notizia (con il medesimo inaccettabile stile).

L’articolo, pubblicato anche online, ha prodotto in poche ore centinaia di commenti da parte dei lettori con pericolose reazioni di odio: cito alcuni palesi insulti ai colleghi coinvolti e piu’ in generale ai giornalisti rai:  “lecchini”; “servi”; “incompetenti”, “sudditi”, “prostituti”, “venduti e disonesti”, “sterco in forma umana, anche se fanno i TG”; “delinquenti”; “viscidi”; “servili”; “da disprezzare”; “tumori”; “ladri di soldi pubblici”;  “un giorno morirete anche voi”. Alcuni arrivano addirittura ad auspicare soluzioni drammatiche: “bisogna preparare i cappi”; “spero che tutti i servi paghino, la ruota gira”; “regoliamo i conti anche con i loro padroni”; “andiamoli a scovare uno per uno”. C’e’ stato anche chi ha invocato il ritorno delle BR, prontamente cancellato dai curatori del sito. Triste leggere che tra i 2000 lettori de “il Fatto” che hanno deciso di ripubblicare l’articolo sulle loro pagine Facebook, ci siano anche colleghi di questa testata. Sono convinto che il rumoroso silenzio del CDR e del resto dell’Usigrai, sia solo dovuto alle ferie e che al piu’ presto ci sia una opportuna reazione.


I conti non tornano e il Tg1 smaschera la bufala del «Fatto»

Su Il Giornale.it di sabato 14 agosto 2010

«Tremila euro in più al mese? E chi li ha mai visti?». Non ci sta Stefano Campagna, membro dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini). L’ultimo affondo del Fatto Quotidiano contro i giornalisti del Tg1 - datato 10 agosto scorso - è «un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni» redatto «con l’unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti, da anni al servizio dell’azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Basti pensare che per giustificare il teorema secondo cui, nonostante la crisi aziendale, “vendersi a Minzolini” conviene, si scrive di aumenti di stipendi di 3mila euro al mese, quando bastavano pochi banali controlli per scoprire che si trattava in realtà di 3mila euro lordi l’anno, inclusa la trattenuta Tfr».


RAI: CAMPAGNA (USIGRAI), BASTA FANGO SUI GIORNALISTI DEL TG1

IL SINDACALISTA, CONTRO AGGRESSIONI FAZIOSE INTERVENGA CDR E SINDACATO

Roma, 13 ago. (Adnkronos) - "Basta con l'aggressione di una certa stampa faziosa che incita all'odio contro i giornalisti del Tg1". Lo afferma Stefano Campagna, giornalista della testata ammiraglia del servizio pubblico e membro dell'esecutivo Usigrai, che chiede "l'immediato intervento del Cdr e di tutto il sindacato dei giornalisti" contro il "grave l'attacco de 'il Fatto Quotidiano' ad alcuni colleghi della testata". Secondo Campagna l'articolo apparso sul quotidiano e' "un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni, pubblicato il 10 agosto scorso, con l'unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti, da anni al servizio dell'azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Spiccano nomi di importanti inviati e conduttori apprezzati da tutte le direzioni che si sono succedute negli ultimi anni, sotto qualunque stagione politica".

"Basti pensare -aggiunge Campagna- che per giustificare il teorema secondo cui, nonostante la crisi aziendale, 'vendersi a Minzolini' conviene, si scrive di aumenti di stipendi di 3000 euro al mese, quando bastavano pochi banali controlli per scoprire che si trattava in realta' di 3000 euro lordi l'anno (inclusa la trattenuta Tfr). Si infangano nomi di importanti inviati che hanno fatto la storia del Tg1. Si scrive di ruoli sottratti ad altri colleghi senza conoscere evidentemente l'organigramma della redazione. E, soprattutto, si ripropongono, come fossero nuove, vicende che risalgono a cinque mesi fa e di cui lo stesso giornale aveva ampiamente dato notizia (con il medesimo inaccettabile stile)".

Campagna denuncia inoltre che "l'articolo, pubblicato anche online, ha prodotto in poche ore centinaia di commenti da parte dei lettori con pericolose reazioni di odio: cito alcuni palesi insulti ai colleghi coinvolti e piu' in generale ai giornalisti Rai: ''lecchini''; ''servi''; ''incompetenti'', ''sudditi'', ''prostituti'', ''venduti e disonesti'', ''sterco in forma umana, anche se fanno i TG''; ''delinquenti''; ''viscidi''; ''servili''; ''da disprezzare''; ''tumori''; ''ladri di soldi pubblici''; ''un giorno morirete anche voi''. Alcuni arrivano addirittura ad auspicare soluzioni drammatiche: ''bisogna preparare i cappi''; ''spero che tutti i servi paghino, la ruota gira''; ''regoliamo i conti anche con i loro padroni''; ''andiamoli a scovare uno per uno''. C'e' stato anche chi ha invocato il ritorno delle BR, prontamente cancellato dai curatori del sito. Triste leggere che tra i 2000 lettori de ''il Fatto'' che hanno deciso di ripubblicare l'articolo sulle loro pagine Facebook, ci siano anche colleghi di questa testata. Sono convinto che il rumoroso silenzio del CDR e del resto dell'Usigrai, sia solo dovuto alle ferie e che al piu' presto ci sia una opportuna reazione", conclude Campagna.

 
 

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