| Stalking: dalla Camera una piccola grande rivoluzione |
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Per la prima volta, nel sostanziale silenzio dei mass media italiani, la Camera ha compiuto una piccola grande rivoluzione sul piano legislativo ma che riguarda la vita quotidiana di tutte le donne e non solo.
Come ormai appariva evidente, a larghissima maggioranza Montecitorio ha approvato la legge contro lo stalking. Il passo ulteriore spetta al Senato: se come è auspicabile e come lasciano intravedere i numeri anche qui non ci saranno intoppi, nel nostro codice penale finalmente sarà inserito il reato specifico di molestie insistenti. Vediamo brevemente come si sono espressi i deputati: con 379 voti a favore, due contrari e tre astensioni, hanno dato il primo via libera al disegno di legge per il contrasto agli "atti persecutori", il cosiddetto "stalking". Il testo prevede che il reato di molestie insistenti sia punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Il ddl presentato dal ministro per le Pari opportunita', Mara Carfagna, in commissione giustizia per merito soprattutto di Carolina Lussana (Lega) ha recepito una serie di emendamenti presentati dall'opposizione. Il provvedimento comprende delle aggravanti nel caso in cui il reato sia commesso ai danni di minori, disabili o donne incinte. Inoltre, sempre in base al testo approvato, sarà istituito un numero verde presso il dipartimento delle Pari opportunita' per fornire assistenza psicologica e giuridica alle vittime dello stalking. Tra le altre modifiche approvate in aula, l'abolizione dell'aggravante se a commettere il reato e' il coniuge (resta però l'aggravante per gli ex, anche se non sposati) e l'aumento della pena se il molestatore e' recidivo. Bocciato invece un emendamento proposto da Alessandra Mussolini che proponeva il patrocinio legale gratuito per le donne o gli uomini perseguitati. In generale le prese di posizione sono state positive, sia da parte della maggioranza - com'è ovvio - sia da parte dell'opposizione, com'è meno scontato. E questo è un ulteriore messaggio positivo che proviene dalle istituzioni dopo anni e anni di colpevole ritardo e dopo molti casi sfociati in tragedia. Rimane da approfondire perchè si è ritenuto di eliminare l'aggravante nel caso in cui a mettere in atto questo comportamento, destinato a distruggere la vita della vittima, sia il coniuge. Aggravante che invece viene prevista se il persecutore è l' ex coniuge o l'ex convivente. Apparentemente va tutto bene. Il problema è che siamo in Italia e che prima che una sentenza dichiari “ex” il coniuge possono passare anche tre, quattro, otto anni, ovvero un tempo più che sufficiente affinché lo stalker persegua fino in fondo il suo disegno criminale. L’aggravante anche per il coniuge che compie atti persecutori, insieme al rischio di una misura cautelare immediata, potrebbe invece essere un utile deterrente per fermare lo stillicidio di minacce e aggressioni proprio nella fase in cui, come dimostrano le cronache, si fa in genere più frenetica l’attività di chi ritiene che la persona “amata” sia una sua proprietà, libero dunque di annientarla. C'è quindi ancora materia su cui i senatori possono e forse devono riflettere. Resta comunque l'enorme passo avanti compiuto, purché le esigenze della politica di Palazzo non vanifichino il tutto. C’è da augurarsi che anche il Senato approvi celermente la legge. |
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