| La Fnsi e l'aiutino di viale Mazzini |
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La manifestazione “in difesa della libertà d’informazione” indetta per sabato 19 settembre dalla dirigenza della Fnsi si rivela per quello che è: la difesa della “loro” libertà di usare il sindacato e l’intera categoria dei giornalisti a fini di propaganda politica non per una parte – la sinistra – ma per alcuni spezzoni di quello schieramento.
Addirittura si è arrivati all’escamotage di convocare per il 19 non solo il consiglio nazionale ma anche il coordinamento dei cdr di tutt’italia per garantire grazie al “permesso sindacale” (cioè una giornata non lavorata ma retribuita) una presenza “massiccia” di manifestanti in piazza del Popolo. Ricordiamo che la “manifestazione per la libertà dell’informazione” è firmata dalla stessa dirigenza sindacale che non è stata in grado di dare vita a un solo giorno di mobilitazione “massiccia” pur di siglare dopo anni al vergognoso contratto nazionale di lavoro che indebolisce ulteriormente questa professione. Esistono molti problemi e molte minacce alla libertà d’informazione in Italia, e non da oggi: perdurano e si sono aggravati sotto i governi di centrosinistra e sotto quelli di centrodestra. Ma crediamo che sia ridicolo identificarli con le querele del premier, che al pari di ogni cittadino ha diritto di difendersi, all’Unità o con il cosiddetto “caso Boffo” lanciato dal Giornale. Crediamo piuttosto che abbiano a che fare con le centinaia di prepensionamenti nei maggiori giornali (da Repubblica al Corriere della sera), ai quali ha aperto le porte il contratto voluto da questa dirigenza della Fnsi; abbiano a che a fare con la progressiva precarizzazione del lavoro giornalistico e l’assottigliamento delle tutele. L’informazione da anni è sottoposta a ristrutturazioni selvagge ed è campo di battaglia per le guerre politiche e finanziarie. In una situazione di profondi squilibri gli editori dovrebbero mettere i giornalisti in condizioni di fare il proprio lavoro, dovrebbero fornire risorse adeguate, investimenti ma, come ha notato un commentatore lucido e che non può essere accusato di partigianeria Piero Ostellino, “gli editori sono il problema”. Ma se la Fnsi si sta impiccando, con la manifestazione del 19, al ruolo suicida di cinghia di trasmissione per conto dei settori più fallimentari e in caduta libera di uno schieramento politico, un insperato aiuto le è arrivato dalle scelte incomprensibili di viale Mazzini. È difficile capire quali siano i motivi che sono alla base della decisione con la quale al pur ottimo collega Bruno Vespa è consentito questa sera di avere il monopolio informativo per la consegna delle prime case ai terremotati di Onna. Perché abruzzese? Perché è un giornalista di lungo corso? Nella ricostruzione del dopo terremoto all’Aquila – sarebbe bene ricordare - sono stati raggiunti risultati eccellenti grazie allo sforzo del governo, della protezione civile e di tutti gli italiani: un miracolo che passerà in secondo piano rispetto all’ennesimo scontro politico e ideologico consumato sull’informazione, alla faccia della libertà dei cittadini di essere informati. Per dirla chiaramente, riteniamo che il rinvio della messa in onda di Ballarò su Raitre e di Matrix su Canale5 (che tuttavia appartiene a un’azienda privata e non pubblica come la Rai) sia un errore oltre che, sul piano politico, qualora si siano fatti calcoli di questo tipo, un probabile autogol. |
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