Bari, 27 luglio 2010. Il diritto all'informazione tutelato dall'articolo 21 della Costituzione non è un diritto dei giornalisti ma dei cittadini: i giornalisti non hanno diritti, ma solo doveri come il rispetto per la persona e per la verità, che dovremmo provare ad onorare«. Lo ha detto il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, partecipando a Bari alla cerimonia di consegna dei diplomi del Master biennale di I Livello in Giornalismo, organizzato dall'Università degli studi 'Aldo Morò e dall'Ordine dei giornalisti della Puglia.
(DIRE) Roma, 27 lug. - "L'articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il Giornale rilancia pubblicamente questioni gravi di cui in Rai sino ad oggi si e' parlato poco, anzi spesso si e' solo mormorato. A cominciare dalla vicenda dei quattro colleghi precari del Tg3 che ancora devono essere assunti, nonostante la disponibilita' aziendale a provvedere alla loro regolarizzazione, fino alle vicende che riguardano Rainews24". Lo affermano Stefano Campagna, componente esecutivo Usigrai, Luigi Monfredi, Consigliere nazionale Fnsi, Luciano Ghelfi, consigliere del sindacato romano dei giornalisti e Luigi Massi coordinatore della componente sindacale Usigrai L'Alternativa.
La norma del ddl intercettazioni che obbliga alla rettifica entro le 48 ore anche ‘‘i siti informatici compresi i giornali e i periodici diffusi per via telematica’’ è giusta e normale, vista la capillarità e la velocità con cui viaggiano le notizie su Internet. La Rete non può in nessun modo essere derubricata a mezzo di comunicazione di serie B e chi ritiene che questa norma possa essere di ostacolo ai nuovi media, dovrebbe considerare come proprio l’importanza del web e le potenzialità del 2.0 determinino il rischio che la qualità e correttezza dell’informazione diffusa possa scadere. La miglior difesa della libertà della Rete passa proprio per regole che consentano di qualificarla e di garantire ai navigatori dati e notizie divulgati, incentivando e tutelando la professionalità degli operatori che vi lavorano.
Gli amici di Lettera22 e de L’Alternativa, si stringono intorno a Lucilla Parlato per la grave perdita del padre. Con l’occasione ricordano l’impegno politico, culturale e manageriale di Antonio Parlato, un protagonista degli ultimi decenni della vita pubblica italiana e napoletana.
Non era un nostro socio, era "solo" un caro amico e un bravo collega.Ci ha lasciati Giuseppe De Carli, il direttore di Rai Vaticano, unastruttura per la quale aveva molto lottato, anche all'interno dell'azienda, chiedendone una migliore valorizzazione. Ma le battaglieper la professionalità, è noto, non sono tutte uguali. Quelle"politicamente corrette" vengono condotte al suono di slogan roboanti,delle grancasse mediatiche e partitiche e coperte sotto il cappello diprincipi assoluti come la "libertà di stampa". Altri preferisconosostenerle senza clamori pubblici, continuando a lavorare. Giuseppeera tra questi: con la discrezione lodigiana che locontraddistingueva, amava difendere il proprio mestiere soprattuttofacendolo. Un altro carattere della sua personalità era la cortesia:l'amicizia, la esprimeva con piccoli gesti concreti, così rari tra icolleghi. Per questo si distingueva molto, tanto da apparire, a volte,non "solo un amico", ma un amico solo.
Diceva un vecchio adagio “fatta la legge, trovato l’inganno”. La querelle sul Ddl Alfano circa la pubblicazione delleintercettazioni, ha anche una componente di raggiro delle regole a cui oramai la cittadinanza probabilmente ha fatto il callo. Chi non ricorda, per esempio, lo stupore dell’opinione pubblica di fronte allo scandalo del 2006 riguardo alle intercettazioni Telecom? E quanti sono quelli che sono rimasti a bocca aperta per il servizio semi-serio di “Fabio e Mingo” intenti, nel 2009, a trafugare documenti riservati dal Tribunale di Bari? Le mode, evidentemente, muoiono velocemente.
Non esiste la libertà di scrivere o pubblicare tutto quello che figura nelle carte processuali (comprese le foto raccapriccianti e impressionanti di una persona uccisa). La tutela della dignità della persona prevale sul diritto di cronaca. La dignità della persona è il cuore della nostra Costituzione. L'articolo 21 Cost. va letto tutto, anche il sesto comma, che pone il limite del buon costume all'esercizio del diritto di informazione. Il buon costume, ha spiegato la Corte costituzionale con la sentenza 293/2000, è nient'altro che il rispetto della dignità della persona.
Cass. pen. Sez. III, (ud. 27-04-2001) 08-06-2001, n. 23356
Diciamolo, una volta per tutte. In modo chiaro e senza fronzoli: il Ddl intercettazioni non è una legge bavaglio. Un bello slogan, sì, quello del bavaglio. Bella anche la coreografia dei post-it, ma almeno noi giornalisti, che dovremmo avere a cuore la verità, la verità dobbiamo dirla.
Quello sulle intercettazioni è un provvedimento che affronta (magari non nel migliore dei modi) un problema reale, concreto, grande come una casa: la libertà di stampa non è la libertà di sputtanamento.
"Lettera22 dice no allo sciopero del sindacato unico dei giornalisti. Il Ddl intercettazioni non è una Legge bavaglio come vuole la vulgata, ma un provvedimento che affronta - magari non nel migliore dei modi - un problema serio: la libertà di stampa non può essere la libertà di sputtanamento". E' quanto dichiara l'Associazione Lettera22. "L’Fnsi, invece di prodigarsi in una protesta retorica e faziosa, dovrebbe preoccuparsi che i suoi iscritti, nell'esercitare il sacrosanto diritto di cronaca, rispettino la dignità della persona in accordo con l’art. 3 dalla Costituzione. Sempre la Costituzione, all’art. 15, stabilisce chiaramente che ogni violazione della corrispondenza è illegale. Si prevede una deroga solo a favore degli organi giudiziari per la persecuzione di ben determinati reati, ma in alcun modo per soddisfare presunti bisogni di informare. Gli abusi della libertà di stampa non hanno infatti cittadinanza in nessun paese dell’Occidente democratico e liberale. In ogni caso per un giudizio definitivo e sereno sul provvedimento, è opportuno attendere le modifiche che, ne siamo convinti, il Governo proporrà.
Rai, l’attacco di Verna: l’Usigrai alimenta campagna d’odio contro il Tg1 e il Cdr tace
Stefano Campagna, componente dell’esecutivo dei giornalisti Rai (l’Alternativa), in segno di protesta non parteciperà alle riunioni in agenda la prossima settimana
Basta con l’aggressione di una certa stampa faziosa che incita all’odio contro i giornalisti del TG1
Stefano Campagna, membro dell’esecutivo Usigrai, chiede l’immediato intervento del CDR e di tutto il sindacato dei giornalisti
di Stefano Campagna
Grave l’attacco de “il Fatto Quotidiano” ad alcuni colleghi della testata di cui faccio parte. Un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni, pubblicato il 10 agosto scorso, con l’unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti, da anni al servizio dell’azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Spiccano nomi di importanti inviati e conduttori apprezzati da tutte le direzioni che si sono succedute negli ultimi anni, sotto qualunque stagione politica.