Diceva un vecchio adagio “fatta la legge, trovato l’inganno”. La querelle sul Ddl Alfano circa la pubblicazione delleintercettazioni, ha anche una componente di raggiro delle regole a cui oramai la cittadinanza probabilmente ha fatto il callo. Chi non ricorda, per esempio, lo stupore dell’opinione pubblica di fronte allo scandalo del 2006 riguardo alle intercettazioni Telecom? E quanti sono quelli che sono rimasti a bocca aperta per il servizio semi-serio di “Fabio e Mingo” intenti, nel 2009, a trafugare documenti riservati dal Tribunale di Bari? Le mode, evidentemente, muoiono velocemente.
Non esiste la libertà di scrivere o pubblicare tutto quello che figura nelle carte processuali (comprese le foto raccapriccianti e impressionanti di una persona uccisa). La tutela della dignità della persona prevale sul diritto di cronaca. La dignità della persona è il cuore della nostra Costituzione. L'articolo 21 Cost. va letto tutto, anche il sesto comma, che pone il limite del buon costume all'esercizio del diritto di informazione. Il buon costume, ha spiegato la Corte costituzionale con la sentenza 293/2000, è nient'altro che il rispetto della dignità della persona.
Cass. pen. Sez. III, (ud. 27-04-2001) 08-06-2001, n. 23356
Diciamolo, una volta per tutte. In modo chiaro e senza fronzoli: il Ddl intercettazioni non è una legge bavaglio. Un bello slogan, sì, quello del bavaglio. Bella anche la coreografia dei post-it, ma almeno noi giornalisti, che dovremmo avere a cuore la verità, la verità dobbiamo dirla.
Quello sulle intercettazioni è un provvedimento che affronta (magari non nel migliore dei modi) un problema reale, concreto, grande come una casa: la libertà di stampa non è la libertà di sputtanamento.
"Lettera22 dice no allo sciopero del sindacato unico dei giornalisti. Il Ddl intercettazioni non è una Legge bavaglio come vuole la vulgata, ma un provvedimento che affronta - magari non nel migliore dei modi - un problema serio: la libertà di stampa non può essere la libertà di sputtanamento". E' quanto dichiara l'Associazione Lettera22. "L’Fnsi, invece di prodigarsi in una protesta retorica e faziosa, dovrebbe preoccuparsi che i suoi iscritti, nell'esercitare il sacrosanto diritto di cronaca, rispettino la dignità della persona in accordo con l’art. 3 dalla Costituzione. Sempre la Costituzione, all’art. 15, stabilisce chiaramente che ogni violazione della corrispondenza è illegale. Si prevede una deroga solo a favore degli organi giudiziari per la persecuzione di ben determinati reati, ma in alcun modo per soddisfare presunti bisogni di informare. Gli abusi della libertà di stampa non hanno infatti cittadinanza in nessun paese dell’Occidente democratico e liberale. In ogni caso per un giudizio definitivo e sereno sul provvedimento, è opportuno attendere le modifiche che, ne siamo convinti, il Governo proporrà.
Che spettacolo indecoroso! Vedere la povera Signora Patrizia D’Addario , tra l'altro regolarmente invitata, trattata come la peste, da donne dell'intellighenzia di sinistra ieri in Piazza Navona. Erano sbavagliate le giornaliste, le artiste, le urlavano: "cosa ci fai qui?"; "Tu (nemmeno ‘Leti’) escort… vai via". Ma manifestare non ERA un diritto? un Dovere, anzi, contro questa legge liberticida?
Sergio Rizzo, del Corriere della Sera, è fustigatore della “casta” e ha salutato con ironia la delibera bipartisan del Consiglio regionale del Lazio di dar vita a una rivista bimestrale – intitolata CRL – per informare i cittadini e gli stakeholders sull’attività delle commissioni e del Consiglio stesso. I costi però – afferma Rizzo - devono essere ancora valutati. Un bimestrale, anche in carta patinata, in venti o venticinquemila copie, non sarà quello che farà pendere verso il rosso il bilancio di una Regione già depredata dagli interessi ambigui della giunta che ha preceduto quella attuale. E il Corriere non ebbe nulla da dire quando, sotto elezioni, la giunta di centrosinistra aumentò a 21 milioni di euro lo stanziamento per la comunicazione di quanto fatto dai suoi Assessorati. Chi a pensar male fa peccato immaginò subito che qualcuno si volesse pagare la campagna elettorale con fondi pubblici. Ma la stampa libera non ebbe rilievi da muovere, né approfondimenti da svolgere.
Paolo Corsini, Marco Ferrazzoli e tutti i giornalisti dell'Associazione Lettera22, fanno i loro auguri di cuore a Enzo Jacopino per il suo nuovo incarico come neoPresidente dell'Ordine Nazionale del Giornalisti.
GIORNALISTI: ORDINE, IACOPINO PRESIDENTE CONSIGLIO NAZIONALE
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Enzo Iacopino è stato eletto presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Il nuovo Consiglio nazionale, composto da 150 componenti, si é riunito questa mattina, al Centro Congressi Roma Eventi-Fontana di Trevi in piazza della Pilotta, e, dopo l’insediamento, ha votato per l’elezione del presidente. Presenti 148 consiglieri. Come stabilito dal regolamento esecutivo della legge istitutiva dell’Ordine, Rino Felappi, in quanto consigliere più anziano di iscrizione all’albo, è stato nominato presidente della riunione, e Marco Barabanti, in qualità di consigliere con minore anzianità di iscrizione all’albo, ha svolto le funzioni di segretario. Iacopino è stato eletto alla seconda votazione superando il quorum di 76 voti e ottenendo un numero maggiore di consensi (79) rispetto all’altro candidato Giorgio Balzoni (58). Enzo Iacopino è membro del Consiglio nazionale dal 2001 e segretario dal 2007 ad oggi. Nella consiliatura 2004/2007 è stato membro della commissione Ricorsi. E’ giornalista dal 1971. Nel 1994 è stato eletto presidente dell’Associazione Stampa Parlamentare e successivamente confermato per quattro mandati consecutivi. Dal 1981 è stato vice caporedattore del Gazzettino nella redazione romana, inviato speciale del Giorno (1989) e capo della redazione romana del Mattino (1994).
Roma, 16 giu. - (Adnkronos) - ''Siamo soddisfatti per la disponibilita' mostrata dal direttore generale Rai Mauro Masi, durante l'audizione di oggi in Vigilanza, a discutere di fronte alla commissione stessa dei criteri per accedere alle prossime selezioni per giornalisti della Raidiotelevisione pubblica''. E' quanto dichiara Paolo Corsini, presidente di Lettera 22.
''Una posizione, quella del Dg, sollecitata dall'intervento di De Angelis (Pdl) che ha giustamente portato l' attenzione su di una grave lacuna nelle ultime selezioni fatte dall'azienda, in particolare il criterio troppo restrittivo del limite di eta', fissato a 30 anni.
Lunedì 7 giugno alle ore 17.30 presso Palazzo Ferrajoli (piazza Colonna) la casa editrice Pagine, presenta: Storia moderna della droga di Fabio Bernabei. Per parlare della prima inchiesta contro la cultura che giustifica la droga interverranno Giorgia Meloni, ministro per la Gioventù, Roberta Angelilli, europarlamentare, Paolo Corsini, presidente di Lettera 22, Marco Ferrazzoli (Cnr), Luciano Lucarini e Andrea Porporati.
Rai, l’attacco di Verna: l’Usigrai alimenta campagna d’odio contro il Tg1 e il Cdr tace
Stefano Campagna, componente dell’esecutivo dei giornalisti Rai (l’Alternativa), in segno di protesta non parteciperà alle riunioni in agenda la prossima settimana
Basta con l’aggressione di una certa stampa faziosa che incita all’odio contro i giornalisti del TG1
Stefano Campagna, membro dell’esecutivo Usigrai, chiede l’immediato intervento del CDR e di tutto il sindacato dei giornalisti
di Stefano Campagna
Grave l’attacco de “il Fatto Quotidiano” ad alcuni colleghi della testata di cui faccio parte. Un testo fitto di imprecisioni e approssimazioni, pubblicato il 10 agosto scorso, con l’unico scopo di dimostrare che una serie di stimati giornalisti, da anni al servizio dell’azienda, sarebbero improvvisamente diventati oggi il peggior esempio del servilismo professionale barattato in cambio di prebende e promozioni. Spiccano nomi di importanti inviati e conduttori apprezzati da tutte le direzioni che si sono succedute negli ultimi anni, sotto qualunque stagione politica.