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RAI: LETTERA22, USIGRAI E FNSI SBAGLIANO, RIFORMA GOVERNANCE SPETTA A PARLAMENTO =
Rassegna stampa - Parlano di noi
Lunedì 30 Gennaio 2012 21:07

RAI: LETTERA22, USIGRAI E FNSI SBAGLIANO, RIFORMA GOVERNANCE SPETTA A PARLAMENTO =

Roma, 30 gen. (Adnkronos) - “La lettera-appello sulla Rai di Usigrai, Fnsi e vertici degli altri organismi di categoria e’ stata inviata all’indirizzo sbagliato. La riforma della governance Rai in quanto servizio pubblico, infatti, non compete al governo bensi’ al Parlamento, come chiaramente affermato da numerose sentenze e ordinanze della Corte Costituzionale (sentenze n. 225 del 1974, 194 del 1987, 69 del 2009 e l’ordinanza n.61 del 2008)”. E’ quanto dichiara Paolo Corsini presidente di Lettera22.

“La Consulta ha infatti chiaramente sancito l’esclusione del predominio del potere esecutivo sulla Rai e che questa fosse invece ‘nell’orbita del Parlamento’, centrale nel governo del sistema radiotelevisivo pubblico, e ‘per esso la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi’.  Questo, ovviamente, non per rispondere a logiche spartitorie o lottizzatrici, ma perche’ il Parlamento resta, nonostante tutto, l’unica sede che rappresenta, garantisce e tutela il pluralismo in termini effettivi. Natale, Siddi, Verna & co, poi si contraddicono spudoratamente pur di dare dignita’ ad un’operazione che sembra coprire ben altri intenti”, sottolinea.

“Da un lato chiedono di ‘individuare una proposta che ponga fine a ogni interferenza dei governi, delle forze politiche e delle lobby sul servizio pubblico radiotelevisivo’, dall’altra si rivolgono proprio al presidente del consiglio Monti (primo titolare di, almeno, una su tre delle forze che vorrebbero escludere) perche’ intervenga.  In ultimo - conclude il presidente di Lettera22 - la contrarieta’ ad ogni ipotesi di commissariamento e’ condivisibile anche se inutile, visto che l’ultimo bilancio in attivo esclude di fatto questa possibilita’. In quanto ad ‘avvicinare l’Italia ai sistemi radiotelevisivi europei’ e raggiungere ‘la certezza di risorse e la puntuale definizione della natura giuridica dell’azienda’, sono punti che non possono non trovarci d’accordo”.

(Pol-Leb/Ope/Adnkronos)

 

 

Rai/ Lettera22: Usigrai-Fnsi a Monti? Sbagliano destinatario

La riforma della governance Rai in quanto servizio pubblico Roma, 30 gen. (TMNews) - “La lettera-appello sulla Rai di Usigrai, Fnsi e vertici degli altri organismi di categoria è stata inviata all‘indirizzo sbagliato. La riforma della governance Rai in quanto servizio pubblico, infatti, non compete al Governo bensì al Parlamento, come chiaramente affermato da numerose sentenze e ordinanze della Corte Costituzionale (sentenze n. 225 del 1974, 194 del 1987, 69 del 2009 e l’ordinanza n.61 del 2008)”. E’ quanto dichiara Paolo Corsini presidente di Lettera22.

“La Consulta ha infatti chiaramente sancito l‘esclusione del predominio del potere Esecutivo sulla Rai e che questa fosse invece ‘nell‘orbita del Parlamento’, centrale nel governo del sistema radiotelevisivo pubblico, e ‘per esso la Commissione parlamentare per l‘indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi’. Questo - ovviamente - non per rispondere a logiche spartitorie o lottizzatrici, ma perché il Parlamento resta, nonostante tutto, l‘unica sede che rappresenta, garantisce e tutela il pluralismo in termini effettivi. Natale, Siddi, Verna & co, poi si contraddicono spudoratamente pur di dare dignità ad un‘operazione che sembra coprire ben altri intenti - aggiunge Corsini - da un lato chiedono di ‘individuare una proposta che ponga fine a ogni interferenza dei Governi, delle forze politiche e delle lobby sul servizio pubblico radiotelevisivo’, dall‘altra si rivolgono proprio al Presidente del consiglio Monti (primo titolare di - almeno - una su tre delle forze che vorrebbero escludere) perché intervenga”.

“In ultimo - conclude il presidente di Lettera22 - la contrarietà ad ogni ipotesi di commissariamento è condivisibile anche se inutile, visto che l‘ultimo bilancio in attivo esclude di fatto questa possibilità. In quanto ad ‘avvicinare l’Italia ai sistemi radiotelevisivi europei’ e raggiungere ‘la certezza di risorse e la puntuale definizione della natura giuridica dell’azienda’, sono punti che non possono non trovarci d‘accordo”.

Tom

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