| Primo congresso Lettera 22, si parla di centro-destra |
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| Rassegna stampa - Parlano di noi |
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ROMA - L'importanza della comunicazione negli ultimi esiti elettoral-referendari, il caso Santoro e i 'distinguo' su Minzolini, il destino della Rai e le ingerenze tra potere e giornalismo sono i temi che hanno animato oggi il primo Congresso nazionale di Lettera 22 dal titolo 'Informazione libera, egemonie dominanti e anticonformismo delle idee'. A interrogarsi sullo stato dell'informazione di centro-destra, giornalisti e molti esponenti del governo, a cominciare dal presidente del PDl al Senato Maurizio Gasparri. Nel corso del convegno si è svolta anche l'elezione del nuovo consiglio direttivo di Lettera 22, che ha confermato Paolo Corsini presidente, Marco Ferrazzoli e Lorenzo Di Dieco (segretario e tesoriere) cui si aggiungono ora Gennaro Sangiuliano e Graziella Giangiulio. "Basta con i complessi di sudditanza, dobbiamo avere il coraggio delle polemiche - esorta - Non ce l'ho con Santoro, però ho visto il signor Ciancimino jr invitato a costruire le sue menzogne nella televisione pubblica. E non capisco certe persecuzioni: perché Renato Farina non può scrivere su un giornale? Perché un direttore di Tg non può fare un editoriale una volta ogni due mesi, mentre c'é chi commenta i servizi più volte a settimana?". Attenzione ai new media è l'appello lanciato dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Abbiamo sbagliato parecchio come governo in quanto a comunicazione assecondando temi proposti da altri invece di farci avanti a raccontare quello che stavamo facendo - analizza la Meloni - Attenzione, perché la gente non si forma più solo sugli editoriali, ma le informazioni transitano su internet". Il web testimonia "la voglia di partecipazione della gente - aggiunge Alemanno - Non si può rispondere con le liste bloccate". Per Gianfranco Rotondi, Ministro per l'attuazione del programma, "occorre spregiudicatezza, nel senso di assenza di pregiudizi ideologici, e autocritica". Ma perché il centro-destra sembra non riuscire a costruire una sua tradizione legata all'informazione? A rispondere, molte firme note, dal direttore del Tempo Mario Segni a Piero Vigorelli, rappresentanti di governo come Mario Landolfi e Giorgio Straquadanio ("il giornalismo è la prosecuzione della politica con altri mezzi e questo è il colossale conflitto di interessi che nulla ha a che fare con Berlusconi", dice). Fino ad Agostino Saccà, ex dg della Rai, salito a sorpresa sul palco di Lettera 22 a smentire "che il centro-destra non sa fare informazione politica" e ricordare quando fu "lasciato solo" davanti all'accusa di "editto bulgaro" ai danni di alcuni volti 'scomodi' come, ancora, Santoro.
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