| TV: BERNABEI, TROPPA PUBBLICITA' NE HA FATTO CATTIVA MAESTRA |
| di interesse |
| (AGI) - CdV, 2 feb. - Reduce dal grande successo del suo "Sant'Agostino" (trasmesso da Rai Uno con pochissime interruzioni pubblictarie) e forte della distribuzione in ben 143 paesi della serie sulla Bibbia, Ettore Bernabei, presidente della Lux Vide, mette a confronto la tv di oggi con la Rai da lui diretta quarant'anni fa e boccia "quella che Popper defini' 'cattiva maestra', cioe' la tv permissiva , relativista, consumista, che pur di attrarre il pubblico non si perita di ricorrere a espedienti di violenza e di pornografia". Una tv che, pero', alla fine piace meno al pubblico rispetto e programmi ben fatti ma che contengono valori, anche se sono piu' difficili da realizzare. "Lo dimostra - spiega Bernabei in un'intervista all'Osservatore Romano - il fatto che da oltre venti anni il primato degli ascolti in Italia nel campo degli sceneggiati televisivi e' detenuto dal nostro film dedicato a Giovanni xxiii, trasmesso nel 2002, che ha superato il 51 per cento di share negli ascolti". "Mi si puo' replicare facile, perche' era un personaggio tanto amato e carismatico, ma ricordo - spiega - che domenica scorsa il primato della serata e' stato fattoda un film come Sant'Agostino, con il 26 per cento di share e oltre sette milioni di spettatori, vincendo per tre milioni la concorrenza. Rai Uno ha vintosull'intrattenimento facile". Per Bernabei, "oggi la televisione ha il merito di tenere compagnia a tante persone sole e per questo bisogna sperare e operare perche' molti giovani decidano di dedicarsi a una televisione solidale e solidaristica". Una tv, cioe' di servizio pubblico: "non a caso - afferma l'ex dg Rai - tutti i Paesi dell'Europa occidentale, dovendo iniziare un servizio quotidiano di comunicazione televisiva, scelsero l'organizzazione pubblica piu' o meno direttamente partecipata dallo Stato". Per Bernabei, "la pubblicita' e' un mezzo non solo legittimo ma importante della vita moderna, perche' e' uno strumento di informazione a favore del pubblico che cosi' sa di quali beni e servizi si puo' avvalere. Ma la tv deve rimanere - conclude - un servizio, non avere una padronanza assoluta dello spettatore, diventando appunto dittatura. Iltelespettatore e' considerato oggi soltanto sotto il profilo di consumatore. Tutto si deve adeguare a questa funzione principe. Ma l'umanita' non e' soltanto consumo". (AGI)Siz021850 FEB 10 |
| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Febbraio 2010 10:48 ) |
Copyright © 2009 Associazione Lettera 22. Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito possono essere utilizzati citando la fonte.