Home Rassegna Stampa di interesse Polemiche giornalistiche. E Zinola scopre che il comunicato presente nel sito dell’Ordine è diverso (e corretto) rispetto a quello originario (del 6/2/10) contro la Fnsi
Polemiche giornalistiche. E Zinola scopre che il comunicato presente nel sito dell’Ordine è diverso (e corretto) rispetto a quello originario (del 6/2/10) contro la Fnsi
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A questo link 4 documenti del pesantissimo scontro.

“L’Ordine ha smentito se stesso due volte; correggendo il documento e violando la promessa fatta, quella che non sarebbe più intervenuto sul tema. Lo ha fatto, senza dirlo troppo in giro, con il risultato del classico proverbio: il rattoppo è peggiore del buco”.
Franco, approfitto della tua mailing list per un piccolo aggiornamento sulla vicenda Fnsi-Ordine. Scorrendo oggi (13/2/2010, ndr) la home page del sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine ho notato che c’è una sostanziale differenza tra il comunicato diffuso (il 6/2/2010, ndr) dall’Ordine Nazionale e da te correttamente riportato, così come hai fatto con il mio piccolo intervento e il documento che, invece, appare sul sito ufficiale del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

I dirigenti dell’Ordine Nazionale, fior di firme del giornalismo italiano, così prodighi di insegnamenti nei loro interventi così come accade nelle scuole approvate ed esistenti, si sono “dimenticati” di segnalare (non è anche questa deontologia o, quantomeno, correttezza di comportamento?) a tutti, quindi anche a Te, che pubblicavano un documento sul loro sito, diverso (corretto) da quello diffuso in origine.

Ovvero, nella versione corretta, mantengono un errore clamoroso (il Consiglio Nazionale Fnsi non è composto da oltre 180 membri ma da 116, peraltro un po’ troppi anche questi, a mio giudizio), continuano a non spiegare in cosa vengono utilizzati i 400 mila euro del fondo di solidarietà (siamo l’unico sindacato che ha lo 0,30 di percentuale di contribuzione dei dipendenti, un terzo all’incirca di quanto versano altri dipendenti di altri settori e sindacati confederali e no): non di certo per scambi culturali con paesi che fanno strame dei diritti non solo dei giornalisti (Cina tanto per citarne uno). Ma nella nuova versione correggono l’errore più grave. Nel documento originariamente diffuso dall’Ordine e correttamente riportato da Franco Abruzzo, c’era scritto

Testo del comunicato dell’Ordine: “(....)”****Sono quegli stessi (l’Fnsi, ndr)che non sono ancora riusciti a scrivere un contratto firmato poco meno di un anno fa, ma che hanno trovato il tempo per stornare dal fondo di solidarietà circa 400mila euro per coprire i buchi di bilancio.Scusate, ma questa oscura e incomprensibile campagna di falsificazione non ci interessa.Il nostro tempo preferiamo davvero dedicarlo ai colleghi”.

Nel testo corretto e pubblicato e giacente sul sito dell’Ordine si legge:

“Sono quegli stessi che solo pochi giorni fa sono riusciti a scrivere formalmente un contratto che già da mesi devasta la categoria, ma in una manciata di minuti hanno stornato dal fondo di solidarietà circa 400mila euro per coprire i buchi di bilancio”.

Oibò, quale baco informatico sarà intervenuto? Possibile che la mano destra (o sinistra) che inserisce i testi nel sito del CNOG non conosca cosa la mano sinistra (o destra) dell’Ordine diffonde al mondo intero come verbo ufficiale dell’Ordine stesso?

Ad agenzie e fonti varie viene prima diffuso un documento che contiene una affermazione errata (grave per chiunque, ancora di più per un giornalista o dei giornalisti scrivere senza essersi documentati a dovere) con un giudizio di merito pesante, poi sul sito ufficiale dell’Ordine compare un documento corretto in parte, con una accentuazione dello sprezzante giudizio sul contratto.

Non credo che la correzione sia figlia del mio precedente intervento in cui rispondevo all’Ordine nazionale, invitandolo a documentarsi bene sull’esistenza del testo del contratto, pubblico e online (ma ci pensate? Dirigenti di cotanto calibro che sono corretti o costretti a correggersi da uno Zinola qualsiasi? Uno di quelli che non porta la cravatta, d’estate gira anche con i sandali modello francescano e frequenta più il marciapiede della cronaca dei salotti?).

Ma comunque sia, correttezza e deontologia avrebbero voluto una errata corrige da mandare alle agenzie e a tutte le fonti alle quali era stata distribuita la precedente versione del documento ordinistico.

Spesso l’ho pensata diversamente da Abruzzo, ma sono convinto che se a Franco Abruzzo fosse arrivata l’errata corrige dell’Ordine Nazionale, questa sarebbe stata diffusa.

Merito di Abruzzo l’avere diffuso “quel” documento, peraltro ufficiale e avere dato spazio a chi voleva intervenire.

L’Ordine ha poi smentito se stesso due volte; correggendo il documento e violando la promessa fatta, quella che non sarebbe più intervenuto sul tema. Lo ha fatto, senza dirlo troppo in giro, con il risultato del classico proverbio: il rattoppo è peggiore del buco.

Marcello Zinola Segretario Associazione Ligure dei Giornalisti

Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Febbraio 2010 10:21 )
 
 

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