| INTERCETTAZIONI. CASSAZIONE: URGENTE ASSICURARE I DIRITTI FONDAMENTALI DEL CITTADINO |
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La Suprema Corte - con la sentenza 5968 della Seconda sezione penale - ricorda che nel 2008 la Consulta ha affermato «a chiare lettere il diritto del difensore ad ottenere copia delle registrazioni, una volta che il provvedimento cautelare sia stato eseguito e si apra la possibilità di porlo in discussione» davanti al tribunale del Riesame. Chiesto l’intervento delle sezioni unite penali.
Roma, 15 febbraio 2010. È «palese l'urgenza» di assicurare «una sufficiente chiarezza in un settore», quello delle intercettazioni, «che riguarda diritti fondamentali del cittadino». Lo sottolinea la Cassazione dando ragione al ricorso di un rapinatore sottoposto a custodia cautelare che ha protestato perché al suo difensore non è stato garantito il diritto di ottenere copia delle intercettazioni (sulla base delle quali era stato arrestato) per poterle confrontare con i brogliacci delle trascrizioni effettuate dalla polizia giudiziaria. In proposito la Suprema Corte - con la sentenza 5968 della Seconda sezione penale - ricorda che nel 2008 la Consulta ha affermato «a chiare lettere il diritto del difensore ad ottenere copia delle registrazioni, una volta che il provvedimento cautelare sia stato eseguito e si apra la possibilità di porlo in discussione» davanti al tribunale del Riesame. Tuttavia la Cassazione osserva che «per quanto concerne la pratica attuazione di questo diritto non sono state fornite indicazioni». Per cui capita spesso che il difensore, nei dieci giorni di tempo entro i quali dal momento dell'arresto deve essere fissata l'udienza di convalida della misura cautelare, viene rimbalzato dal tribunale, alla Procura, agli uffici della polizia giudiziaria, senza riuscire ad ottenere copia delle intercettazioni. In questo modo molti avvocati si presentano all'udienza del riesame senza aver potuto controllare le intercettazioni. Secondo i giudici di piazza Cavour, dunque, è «urgente» stabilire «univocamente» alcuni 'paletti «in nome del rispetto di un diritto alla difesa costituzionalmente tutelato». Pertanto la Seconda sezione penale ha chiesto l'intervento delle Sezioni Unite della Cassazione affinché stabiliscano se sia possibile dilatare oltre i dieci giorni il termine in cui fissare l'udienza del riesame per consentire ai difensori di disporre delle registrazioni. Inoltre la Seconda sezione chiede che sia stabilito se sia da annullare, o meno, la decisione presa dal tribunale del Riesame senza che il difensore possa aver avuto il materiale richiesto. Infine la Seconda sezione penale chiede che sia stabilito se la mancata messa a disposizione delle registrazioni al difensore produca come effetto la scarcerazione della persona arrestata e se, addirittura, si possa arrivare a dichiarare la totale «inutilizzabilità in radice» delle intercettazioni che i difensori «non hanno potuto verificare». Finora a queste diverse questioni sono state date «soluzioni discordanti» mentre servono «pronunce che assicurino una sufficiente chiarezza in un settore» così delicato. Adesso dovrà essere fissata la data per la risposta a questo problema che è stato messo in agenda. (ANSA). |
| Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Febbraio 2010 10:23 ) |
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