Home Rassegna Stampa di interesse INTERCETTAZIONI. NEL PDL SI VUOLE MODIFICA ART. 21 COSTITUZIONE
INTERCETTAZIONI. NEL PDL SI VUOLE MODIFICA ART. 21 COSTITUZIONE
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PROPOSTA LEGGE PER DIVIETO PUBBLICAZIONE SE LESO DIRITTO PRIVACY

Nelle settimane 'calde' dell'esame al Senato del ddl sulle intercettazioni, definito 'legge bavaglio' dalla Fnsi e dalle forze politiche di opposizione, alla Camera compare una proposta di legge costituzionale che modifica l'articolo 21 della Carta (quello sulla liberta' di manifestazione del pensiero), insererendo il divieto di pubblicazioni lesive della dignita' della persona o del diritto alla riservatezza. A presentarla e' il deputato siciliano del Pdl, Salvatore Torrisi, presidente dell'ordine degli avvocati di Catania, ex vicesindaco di Paterno' ed ex assessore della provincia di Catania. Il progetto di legge e' stato depositato a Montecitorio il 16 marzo scorso, ma ieri e' stata assegnato alla commissione Affari costituzionali, che ne portera' avanti l'iter.

L'avvio dell'esame dovra' pero' essere calendarizzato. Il testo e' di un unico articolo e stabilisce di inserire, al sesto comma dell'articolo 21, il divieto di pubblicazioni "lesive della dignita' della persona o del diritto alla riservatezza". La modifica, in pratica, inserisce in Costituzione il principio che la tutela della privacy puo' essere superiore al diritto di cronaca. Ad ora, l'unico divieto di pubblicazione previsto da quel comma della nostra Carta e' quello delle notizie "contrarie al buon costume". 

Nella premessa della proposta di legge costituzionale che modifica l'articolo 21, inserendo la priorita' del diritto alla privacy su quello all'informazione, Torrisi spiega: "La dignita' della persona e con essa il diritto alla riservatezza, oggiAggiungi un appuntamento per oggi tutelato dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, con l'istituzione di un'apposita autorita' indipendente, prevista dalla legislazione dell'Unione europea, pur potendosi ricomprendere tra i diritti fondamentali previsti dall'articolo 2 della Costituzione, non trovano quindi adeguata tutela, anche a causa dell'assenza di una loro espressa menzione nell'articolo 21, tale da bilanciare anche per tabulas il riconoscimento costituzionale della liberta' di manifestazione del pensiero". Il deputato del Pdl aggiunge: "L'esperienza storica ha visto ridursi sempre di piu' il campo di applicazione dei 'buoni costumi' al campo della moralita' sessuale e quindi, per quanto ci interessa, alle pubblicazioni 'pornografiche' o comunque oscene. È da sottolineare che la norma costituzionale in esame (da lui presentata alla Camera, ndr.) mira a proteggere e a tutelare chi riceve l'informazione, cioe' la persona destinataria della pubblicazione, spesso rappresentata da soggetti 'deboli' (ad esempio i minori), ma non riguarda chi e' oggetto dell'informazione, cioe' la persona che fa o che e' essa stessa 'notizia' da divulgare, alla cui tutela provvede, con i limiti lamentati, la prima parte dell'articolo 21".
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Maggio 2010 11:49 )
 
 

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