| Editoria. La crisi morde e colpisce l’occupazione (per ora -700 posti destinati a salire a 1.000 a fine 2010) |
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I vertici della Fnsi dal Sottosegretario Paolo Bonaiuti: “Necessità di interventi urgenti e una vera riforma”. Nuovo round a settembre. La Fieg e il Sindacato chiedono un incontro al Ministro Tremonti per esaminare la situazione economico-occupazionale del settore giornalistico. Il tempo non è più una variabile indipendente. L’urgenza si fa drammatica. Editoria e giornalismo sono una priorità nazionale, come lo è stata l’Alitalia e, oggi, l’industria automobilistica. L’allarme è altissimo e non è più tempo di sole buone intenzioni. I processi di ristrutturazione, accompagnati parzialmente dall’intervento pubblico, non sono finiti; i fondi vanno, invece, verso l’esaurimento prima della fine dell’estate e regna l’incertezza su molte testate, soprattutto periodiche, colpite dalla riduzione di valore del mercato pubblicitario e da costi aggiuntivi causati da improvvisi tagli dell’intervento pubblico già programmato, senza previsione di alcuna fase di transizione. I posti di lavoro giornalistico stabili nelle realtà tradizionali scendono di 700 unità e alla fine dell’anno potrebbero superare il migliaio, non solo per l’effetto dei prepensionamenti indotti dalle ristrutturazioni, ma anche per i programmi di esodo incentivato che, nel tentativo di intervenire sulla leva dei costi, aziende primarie (Rai compresa) stanno incoraggiando; anche a detrimento della forza e della qualità delle proposte editoriali. Occorre immediatamente riparare i guasti dei tanti tagli disseminati nel corso dell’anno sia sui contributi diretti, sia su quelli indiretti, come le tariffe postali, che stanno mettendo in ginocchio i giornali di idee, i periodici ma anche testate industriali importanti che, a causa dei nuovi costi di distribuzione, vedono vanificati le possibilità di rilancio pianificate con i progetti di riorganizzazione. |
| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Agosto 2010 13:20 ) |
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